Gazzetta di Reggio

Reggio

brescello, il processo 

Spruzzi d’acqua e lite Madre e figlio accusati di calunnia dal vicino

2 MINUTI DI LETTURA





BRESCELLO. Ma cos’è accaduto in quel giorno di gennaio di tre anni fa tra quei vicini di casa brescellesi?

Lo dovrà stabilire il processo – iniziato ieri in tribunale a Reggio Emilia – che risulta però ancora legato ad una variabile non indifferente, cioè una perizia psichiatrica che riguarda uno dei due imputati, cioè il figlio 48enne che con la madre 81enne è accusato di calunnia. Una vicenda che si inserisce in continui dissapori di vicinato, sfociati in altre denunce. E relativamente ad altri due fatti riuniti in un unico procedimento sempre per calunnia, il gup Luca Ramponi ha disposto la perizia psichiatrica, di cui si conoscerà l’esito in ottobre. Proprio per questo, in attesa di un pronunciamento così delicato, non forniremo dati che portino all’identificazione dei due imputati. Ieri mattina il processo si è tenuto davanti al giudice Simone Medioli Devoto e si riferisce a frizioni scattate il 18 gennaio 2016. Secondo madre e figlio, al culmine del litigio, il vicino di casa avrebbe cominciato a spruzzare dell’acqua contro di loro e l’anziana a seguito di percosse sarebbe caduta a terra, il che le avrebbe causato l’ aggravamento della malattia alla retina di cui soffre. Una ricostruzione smentita dal vicino di casa che dice di non aver fatto nulla all’anziana, ma solamente spruzzato dell’acqua contro il figlio che con un paio di forbici avrebbe cominciato a tagliare la protezione della recinzione. E per la Procura quest’ultima versione è ritenuta credibile, da qui l’accusa di calunnia nei confronti di madre e figlio (sono entrambi difesi dall’avvocato Pina Di Credico, ieri sostituita in aula dalla collega Sabrina Ori).

Uno dei due carabinieri mobilitatisi quel giorno ha detto – in udienza – che non era la prima volta che interveniva lì per dei contrasti. «Ognuno diceva cose diverse – sottolinea il militare – e c’era già sul posto un’ambulanza, ma alla fine la donna ha rinunciato a farsi accompagnare al pronto soccorso perché non l’avrebbero riportata a casa».

Si tornerà in aula il 3 dicembre, data in cui il giudice valuterà l’esito della perizia psichiatrica al 48enne. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google