Il pusher col “tesoretto” resta in silenzio in aula e finisce ai domiciliari
REGGIO EMILIA. Piuttosto rapida – ieri mattina – l’udienza di convalida dell’arresto riguardante l’albanese 34enne Gentjan Kola, che lunedì sera è finito nei guai per detenzione di cocaina ai fini di spaccio.
Difeso dall’avvocato Noris Bucchi, l’arrestato s’è avvalso della facoltà di non rispondere. La scelta del silenzio ha portato così subito alle richieste riguardanti la misura cautelare. Sul punto il pm Iacopo Berardi (titolare del fascicolo) e l’avvocato Bucchi si sono trovati concordi nel richiedere gli arresti domiciliari. Una convergenza avallata dal giudice Beretti. Quindi il 34enne attenderà in città, nella sua abitazione, il processo che si terrà il 13 giugno. I carabinieri sono giunti a incastrare Kola pedinandone i movimenti in un parco, nel quartiere di Regina Pacis: un andirivieni anomalo, lasciando e prelevando sacchettini ai piedi di un albero. L’albanese è stato trovato in possesso (addosso, in auto e in casa) di 13 grammi (fra cocaina e marijuana) e di 24mila euro in contanti (troppi per un disoccupato). —
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