Iren ora sogna in grande e presenta le offerte per Sorgenia e Ascopiave
I sindaci lanciano la campagna di grandi acquisti dopo l’ok al bilancio da primato Vecchi: «Intesa al di là dei partiti». Bucci: «Scaliamo la classifica delle imprese»
«Abbiamo davanti un grande percorso di crescita: oggi serviamo 7 milioni di persone e siamo la 25esima azienda italiana, perché non possiamo entrare tra le prime 10?». Iren è pronta a fare un salto dimensionale storico, di portata simile a quella della fusione tra le ex municipalizzate di Reggio Emilia, Torino e Genova, che ne aveva decretato la nascita. Una crescita esponenziale tracciata ieri da Marco Bucci, sindaco di Genova e da qualche mese primo socio di Iren dopo l’allungo che gli ha permesso di raggiungere il 19% circa dell’ex municipalizzata dell’energia e dei rifiuti, che ieri ha incassato il voto favorevole dai soci pubblici sul miglior bilancio di sempre. Proprio Bucci ieri ha inaugurato l’assemblea dei soci della multiutility, che giusto in queste ore ha deciso di cambiare passo presentando due manifestazioni di interesse non vincolanti per Ascopiave e per Sorgenia. Parliamo di due giganti rispetto alle piccole realtà acquistate in questi ultimi anni da Iren. La prima - e forse la più affine commercialmente anche se nel segno della Lega Nord - è la multiutility del nord-est, che da Treviso a Trieste conta 700mila clienti in una delle macro-regioni più fredde, più ricche e più fedeli d’Italia. Sorgenia - sul cui dossier si sono fatte avanti qualcosa come 20 società interessate nonostante le offerte attorno agli 800 milioni di euro - sembra leggermente più distante nonostante i 275mila clienti. A fare gola di Sorgenia sono infatti le sue centrali elettriche, alle quali puntano soprattutto operatori specializzati. Due obiettivi comunque ambiziosi e che fanno intendere come Iren si stia preparando a cambiar passo e soprattutto perimetro, come confermato ieri da Bucci e nello specifico poi dall’ad di Iren, Massimiliano Bianco. In particolare, il manager ha osservato che sul gruppo veneto Iren «si sta muovendo da sola e ha presentato una proposta che riguarda sia i clienti retail sia la distribuzione gas». Per quanto riguarda Sorgenia, invece, «il processo è ancora aperto», ha aggiunto. In ogni caso, «accanto a queste due partite grosse, proseguiamo con la nostra strategia di piccole-medie acquisizioni sui territori di riferimento», come quella annunciata ieri - valore 6 milioni - per acquisire il 100% del capitale sociale di Ferrania Ecologia e il ramo d’azienda di Fg Riciclaggi afferente al settore rifiuti nella zona di Savona.
L’assemblea di ieri è stata l’occasione di suggellare pubblicamente l’intesa tra i tre sindaci dei comuni con più azioni in portafoglio. «Non vuole essere una strumentalizzazione politica ma il lavoro svolto insieme a Chiara Appendino e Marco Bucci è stato in pieno accordo» ha sottolineato Vecchi: «Iren è una realtà da 4 miliardi di fatturato, con un percorso di consolidamento seguito dal rinnovo dei patti e dal rafforzamento pubblico. Penso che sia una grande testimonianza di serietà. Siamo tre sindaci di tre espressioni politiche diverse che lavorano in accordo. E questo è un segnale forte».
Patto rinsaldato dalle parole di Appendino, presente anche lei a Reggio: «Siamo in campagna elettorale ma la presenza dei tre sindaci testimonia, al di là del colore politico, che mettiamo davanti gli interessi dell’azienda. E lo faremo anche in caso di divergenze. Sarà il metodo che utilizzeremo anche nei prossimi anni». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
