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La Regione avverte «Il disciplinare non si toccherà mai»

E.Spa.

L’assessore all’Agricoltura Simona Caselli «Dal 2017 i controlli sono più efficaci» 

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l’intervista

«Non si può criminalizzare un’intera filiera. Ad oggi non abbiamo notizie di allevamenti coinvolti nella nostra regione, ma l’inchiesta è in corso e nulla si può escludere. Mi sento però di dire che ci sono tanti allevatori per bene che subiscono danni non da poco per colpa di qualcuno che ha tentato di sporcare la filiera: persone che bisogna gettare fuori dal mercato. Di certo il disciplinare non si tocca». E poi: «È prematuro, ma la Regione valuterà se costituirsi parte civile». Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, commenta il servizio di Report sui suini Duroc Danese e Large White Danese.

Assessore, un’inchiesta allarmante. Non crede?

«La prima cosa che voglio dire riguarda i disciplinari, una delle poche prerogative su cui la Regione ha voce in capitolo, dal momento che la Regione ha il compito di stendere il parere. Se uno degli obiettivi di chi ha fatto questa operazione malefica era cambiare il disciplinare, sappia che non lo faremo mai. Il Consorzio è d’accordo. È la genetica che permette di fare un prosciutto di qualità. E la genetica danese non passerà mai. Ma occorre sottolineare che operazioni del genere non si verificheranno più».

Come mai è così sicura?

«In passato i protocolli di controllo ministeriali partivano dai suinetti. Non c’era il controllo della genetica: un buco nel meccanismo che poi il sistema delle repressioni ha scovato. Dopo il 2017, il sistema di controlli dell’Ipq e degli altri organismi partono dalla genetica».

Avete una proporzione del fenomeno?

«C’è un’inchiesta in corso. Di certo parliamo di un danno grosso, in un momento di difficoltà. E spiace vedere toni sensazionalistici. Servono cautela ed equilibrio. La Regione ha fatto e sta facendo molto in tema di corrette modalità di allevamento e trasformazione. Nel piano di sviluppo rurale c’è un capitolo che riguarda i prosciuttifici. Si investe nelle strutture, elemento per inserire sempre più tecnologia e salubrità. Abbiamo investito 300 milioni nei bandi negli ultimi 3 anni, 120 milioni di fondi pubblici e il resto di privati. 80 milioni nel suinicolo. Dopo il terremoto, sono state ricostruite porcilaie modernissime. Finanziamo ricerca e innovazione sul benessere animale, promuovendo un tavolo agricolo con parte sanitaria e veterinaria per diffondere buone pratiche su temi come le resistenze antibiotiche. È difficile vedere nella nostra regione immagini come quelle viste in tv. Occorre perseguire e gettare fuori dal mercato chi commette operazioni non consentite». —

E.Spa.

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