Reggio Emilia si tinge di rosa per salutare la tappa del Giro
Da Rio Saliceto fino a Gattatico, tanta gente sulle strade ad applaudire i ciclisti «Era meglio ospitare la partenza o l’arrivo, ma la corsa ha sempre il suo fascino»
Una grande allegria ha pervaso ieri mattina la città che, in occasione del passaggio della tappa del Giro d’Italia 2019, si è tinta nuovamente di rosa anche se solo per poche ore. Infatti, seppur Reggio non sia stata sede di partenza o arrivo di tappa, è stata attraversata dall’evento in occasione dell’11esima tappa, la Carpi-Novi Ligure, prestando le proprie strade a una porzione dell’itinerario.
Centinaia le persone, tra appassionati, ciclisti e curiosi, dispostisi lungo i bordi della strada pronti a incitare i ciclisti con grida e applausi. L’ingresso nell’esagono previsto per le 12.40, all’incrocio tra via Makallé e viale Isonzo, non ha impedito che una grande folla si radunasse già ore prima lungo la circonvallazione, chiusa al traffico per garantire il perfetto svolgersi della gara, e condividere l’allegria e la trepidante attesa della corsa. E proprio ciò che rimane dalla voce del pubblico è il riconoscimento di un grande merito a questo sport, quello di creare un clima di comunione e festeggiamenti, come sostiene Valeria Bondi: «Quando passa il Giro non si può mancare, è un momento importante per la città. Certo, è un peccato che Reggio non fosse tappa d’arrivo o di partenza: in quel caso si riesce a vivere maggiormente l’atmosfera, ma rimane il fatto che anche il passaggio del gruppo abbia il suo fascino».
L’appassionato di ciclismo e reggiano doc, Silvano Melli, commenta: «Negli anni passati ho sempre seguito le tappe dolomitiche, lì si percepisce la fatica e lo sforzo che i professionisti compiono. Diversamente in pianura il passaggio dura un istante, per questo mi auguro che Reggio torni sede di partenza o traguardo in modo che si possa vivere la gara».
Passano i minuti e sale l’attesa, ogni tanto le auto dei team passano illudendo gli spettatori sull’approssimarsi della carovana, mentre si avvicina l’ora “x” sempre più persone incorniciano i lati delle strade affacciandosi per vedere di scorgere qualcosa in lontananza e proprio tra le tante persone spicca in rosa quella che all’apparenza sembrerebbe essere una tifosa qualunque , mentre altro non è una professoressa del liceo Iess, Francesca Ferrari, presente con la propria classe d’alunni appositamente per un progetto: «I ragazzi hanno fatto dei laboratori didattici sul ciclismo e l’handbike, quindi siamo venuti a prendere dei dati dal vero. Realizzeremo un video in cui tramite le funzioni dell’applicazione verranno misurati i tempi, dai quali i ragazzi deriveranno forza, accelerazione ed energia».
Insomma, il Giro diventa anche occasione per un apprendimento originale e divertente, ma c’è anche chi non ha bisogno della tecnologia per stimare i tempi, si tratta di Roberto Davoli, ex dirigente sportivo delle giovanili del gruppo ciclistico Bagnolese, pronto a fare un pronostico: «Anche oggi arriveranno in volata e adesso ci potrebbe essere già la fuga, è normale, seppur la gara sia iniziata da poco nel momento in cui arriveranno qui avranno circa un distacco di due minuti».
L’esperienza non inganna e come un orologio svizzero descrive la situazione, a confermarlo un uomo alle sue spalle che con il telefono in mano parla di due minuti e trenta secondi di distacco dal gruppo, dopo dieci chilometri, da parte di Maestri, Cima e Frapporti. Questi i tre che circa dieci minuti dopo sfrecceranno per primi lungo le strade del centro città.
Un’auto annuncia il passaggio a minuti e il clima si scalda, il silenzio è assoluto e solo i primi applausi alla comparsa degli uomini in testa lo rompe. Il pubblico si anima e tra le tante incitazioni, la maggior parte sono rivolte al luzzarese Mirco Maestri, corridore della Bardiani, che ricambia l’affetto con un saluto con la mano. Si è goduto solo di un primo assaggio, infatti consumatosi il tempo del distacco, sbuca dall’incrocio il gruppone compatto ed elegante che scivola via lungo tutta la circonvallazione sullo sfondo delle urla e degli applausi. Al passaggio dei campioni, l’aria mossa dalle bici abbraccia la folla mentre il brusio delle ruote risuona nello spazio, si assiste a un vero e proprio attimo, ma basta per galvanizzare e rimanere soddisfatti dello spettacolo.
I ciclisti sono già alle porte della città mentre le persone si salutano e tornano verso casa, tuttavia una cosa rimane: ancora una volta il ciclismo ha dimostrato di essere esempio dello sport bello. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google