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Reggio Emilia, tenta una rapina incappucciato ma è tradito da una telefonata al padre

Reggio Emilia, tenta una rapina incappucciato ma è tradito da una telefonata al padre

Un 33enne reggiano tenta di rapinare una tabaccheria ma il colpo fallisce. Doveva coprire un debito di droga e ha chiesto a un fornaio di poter chiamare il padre per ottenere i soldi. Dalla telefonata è stato individuato. Ora è ai domiciliari

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REGGIO EMILIA. “Ho agito per disperazione, dovevo assolutamente saldare in giornata un debito per droga”. Così ha dichiarato ai poliziotti  il 33enne reggiano ora agli arresti domiciliari con l’accusa di tentata rapina aggravata. Mercoledì alle 11 il giovane è andato a piedi alla Nuova Tabaccheria edicola di via Bacone 53/A e davanti al negozio ha indossato un passamontagna mimetico con sopra un cappellino blu, apprestandosi ad entrare con una pistola giocattolo.
 
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La “vestizione” però non è passata inosservata a due clienti, che hanno avvisato il tabaccaio, subito uscito brandendo una sbarra di ferro utilizzata di solito per abbassare la saracinesca. Il bandito solitario è fuggito a piedi a mani vuote, per poi entrare in una panetteria, chiedendo di fare una telefonata; con il cellulare del fornaio ha chiamato il padre, che è andato a prenderlo in auto con la somma richiesta (700-800 euro), subito consegnata ai fornitori. Quando padre e figlio sono tornati a casa, ad aspettarli c’era le Volanti della polizia, risaliti all’indirizzo grazie al numero rimasto sul cellulare del fornaio.

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