Gazzetta di Reggio

Reggio

«Non è lui che parla, faremo denuncia»

Elisa Pederzoli

Vinci (Lega) sul caso dei vocali attribuiti a Rinaldi: «Non ha nemmeno il porto d’armi». Intanto la procura è stata informata

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È già arrivata in procura la vicenda dei due audio pubblicati dal sito di informazione 24Emilia, attribuiti a Villiam Rinaldi, candidato sindaco del centrodestra a Casalgrande, e che lui disconosce categoricamente.

La magistratura reggiana, infatti, è stata informata dell’accaduto già nella giornata di ieri. Inoltre, il segretario di Lega Emilia, il parlamentare reggiano Gianluca Vinci si dice pronto – «ma a questo punto lunedì» precisa – ad andare in procura a presentare denuncia.

«Come prima cosa ho chiesto a Rinaldi se fosse lui e mi ha detto che assolutamente non lo è, che non usa dire quelle frasi e nemmeno gli viene in mente di farlo. E visto che viene tirato in ballo anche Davide Beltrami (segretario della Lega nel distretto ceramico, ndr), ho chiesto anche a lui se avesse mai ricevuto file del genere, magari anche mesi fa – spiega l’onorevole del Carroccio – Anche lui mi ha detto no. Tutto questo confermerebbe che lui non c’entra nulla. A questo punto, procediamo con una denuncia contro ignoti per capire chi abbia realizzato quell’audio, e soprattutto come è arrivato alla stampa, diventando una notizia bomba anche nei tg nazionali, mentre in realtà non è lui».

Nei due audio – messaggi vocali in cui chi parla si rivolge a “Dedda”, come per altro viene chiamato confidenzialmente Davide Beltrami dagli amici – vengono pronunciate frasi pesanti, come che per «togliere la sinistra bisogna che prendiamo in mano le armi e io ne ho tante». E sul punto Vinci ci tiene a precisare: «Ho chiesto a Rinaldi se abbia il porto d’armi, se abbia mai avuto armi, se è un cacciatore e mi ha detto che assolutamente no». Per Vinci questa sarebbe un’ulteriore prova che chi parla – che da quello che dice, di armi se ne intende – non sia Rinaldi.

Rinaldi stesso, nuovamente interpellato ieri dalla Gazzetta, ha confermato di non aver mai posseduto il porto d’armi. E non solo. Si dissocia da quelle dichiarazioni che hanno scatenato una tempesta di polemiche incrociate sul candidato. «Io ho amici di tutti i partiti con cui vado a cena e sto in compagnia, quel tipo di discriminazione non mi appartiene. Chi lo ha mandato ne pagherà le conseguenze. Io vado avanti, anche contro chi in queste ore mi sta offendendo», dice.

Della vicenda è stato anche informato il vice premier, e capo della Lega, Matteo Salvini. «Gliel’ho detto io, lui non lo aveva ancora saputo – conferma Vinci – Ha detto che non si meraviglia, visto il tanto fango che viene lanciato contro di noi». —



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