Gazzetta di Reggio

Reggio

operazione antidroga 

Presi dalla polizia con quattro chili di cocaina ed eroina

Ambra Prati

Arrestati un albanese 22enne e una colombiana 52enne Lo stupefacente e 9mila euro nascosti nel divano e nell’auto 

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reggio emilia. Quattro chili di cocaina ed eroina, più 9mila euro in contanti. È l’ingente sequestro di droga effettuato nel Mantovano dalla Squadra Mobile della questura, al termine dell’ennesima operazione. Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti sono finiti in manette due insospettabili, entrambi incensurati e con il permesso di soggiorno: Erald Qoshku, 22 anni albanese, residente a Luzzara, regolarizzato proprio dalla questura di Reggio Emilia nel febbraio scorso, e Alba Flor Marin Patino, 52enne, colombiana residente a Bologna. Non si tratta di una coppia, ma di “soci in affari”, ora detenuti nel carcere di Mantova.

L’indagine è partita da Reggio Emilia e dal monitoraggio delle piazze di spaccio cittadine, dove l’albanese è stato notato dai poliziotti del dirigente Guglielmo Battisti, che lo hanno pedinato.

Lo sviluppo della pista investigativa ha portato gli agenti a Porto Mantovano, dove il 22enne abitava saltuariamente. Martedì sera gli investigatori, che erano appostati sotto la palazzina, hanno visto il giovane armeggiare accanto a una Volvo station wagon parcheggiata nel cortile del condominio.

A quel punto è scattato il blitz: il 22enne è stato bloccato mentre stava riponendo due panetti di cocaina, da un chilo l’uno, all’interno di un vano segreto ricavato in modo artigianale nel cruscotto. Sempre all’interno del nascondiglio invisibile sono saltati fuori 9mila euro, avvolti in un cellophane.

La perquisizione domiciliare dell’appartamento, dove si trovava la donna, ha consentito di scoprire altri quattro panetti da mezzo chilo l’uno di eroina, nascosti all’interno del divano.

La droga dev’essere analizzata in laboratorio per stabilire il principio attivo, ma la partita doveva ancora essere tagliata e il valore sfiorerebbe i 400mila euro.

L’appartamento è risultato essere affittato “in nero”, senza contratto; con tutta probabilità i due avevano scelto quella palazzina anonima del comune mantovano come “base” dell’attività, forse per la posizione al confine tra le due province. —

Ambra Prati

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