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il processo a pordenone 

Sutich difende Ipq «I controlli sono sempre stati fatti»

E.Spa.

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REGGIO EMILIA. «L’Istituto Parma Qualità i controlli li ha sempre fatti e continua a farli. All’epoca dei fatti contestati, i controlli non consentivano di capire cosa ci fosse dentro le fiale. E se qualcuno ha imbrogliato è giusto che sia punito. Ma io penso che l’Istituto sia parte offesa. La Procura la pensa diversamente. Vedremo». Lo afferma l’avvocato reggiano, Roberto Sutich, difensore dell’Istituto Parma Qualità (Ipq), organismo privato autorizzato dal ministero per i controlli del Prosciutto di Parma Dop, presieduto dal reggiano Ugo Franceschini.

Sutich è impegnato a Pordenone in uno dei filoni dell’inchiesta sui suini danesi: 24 le richieste di rinvio a giudizio, con gli indagati che dovranno rispondere, a vario titolo, di accuse come associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio di prodotti agroalimentari con denominazione di origine protetta, ma anche reati di natura fiscale e ambientale nonché falso in atto pubblico, contraffazione e omessa denuncia. Un procedimento su fatti avvenuti fra il 2014 e il 2017, attualmente in fase di udienza preliminare, con la prossima udienza convocata il 13gennaio. L’ultima udienza, invece, c’è stata il 13 maggio. Ugo Franceschini, finito nel mirino di Report, non è fra gli indagati.

Ma nell’indagine di Pordenone l’Ipq è chiamata in causa per responsabilità amministrative, dal momento che nell’inchiesta sono coinvolti due ex direttori. Accuse che Sutich rimanda al mittente: «Anche prima del 2017 i controlli venivano fatti, eccome. Alcuni ispettori Ipq hanno anche la qualifica di ispettori di polizia», rimarca l’avvocato reggiano, ricordando come dal 2017 – dopo la scoperta della diffusione di semi non ammessi dal disciplinare – siano stati modificati i controlli, consentendo solo allora verifiche sul contenuto delle fiale per l’inseminazione suina, non previsti negli anni che riguardano le indagini. E se il Consorzio del Prosciutto di Parma Dop ha già detto di essere parte lesa, sul caso è intervenuto anche il Consorzio del Prosciutto San Daniele: «Sono stati gli Istituti di Controllo della Dop a inviare, nel 2016, all’Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero la segnalazione di una possibile frode nella produzione dei suini certificati Dop, come si evince dagli atti del processo in corso presso il Tribunale di Torino». —

E.Spa.

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