Gazzetta di Reggio

Reggio

CORREGGIO 

I cent’anni di fotografia della famiglia Manzotti

Alessndro Cagossi
I cent’anni di fotografia della famiglia Manzotti

Tre generazioni coinvolte: Ginepro aprì lo studio nel 1919, poi toccò al figlio Aldino e ai nipoti Maurizio e Cristina. Oggi l’inaugurazione di una mostra di immagini

2 MINUTI DI LETTURA







Viene inaugurata oggi alle 17.30, a Palazzo dei Principi, una mostra che espone immagini storiche di Correggio e apparecchi fotografici d’epoca. Si tratta di scatti selezionati dallo sterminato archivio Manzotti, memoria visiva di Correggio e della sua storia più recente. Un bel regalo alla cittadinanza, che coincide con la fiera di San Quirino (1-4 giugno). Sono trascorsi esattamente 100 (1919-2019) da quando Ginepro Manzotti (1883-1966) aprì lo studio fotografico a Correggio. Ancora oggi si trova nel centralissimo corso Mazzini. Vero pioniere della fotografia, erede ideale della tradizione locale che in Gildaldo Bassi aveva avuto il suo massimo esponente, Manzotti si inserisce nel solco della grande scuola fotografica reggiana che annoverava nomi come Vaiani, Losi e il correggese (emigrato a Reggio Emilia) Roberto Sevardi. Attento all’evoluzione della tecnologia, passò da apparecchi di legno a lastre di vetro 18x24 e 13x18 al più comodo 10x15, per poi impiegare, tra i primissimi in provincia, il formato Leica 24x36.

Durante la guerra, dal 1941 Ginepro venne affiancato dal figlio 13enne Aldino (1928- 2013) che gli subentrò nell’immediato dopoguerra. Accanto alla tradizionale foto d’ambiente, Aldino indirizza i suoi interessi fin dagli anni ’50 verso la foto industriale: Agip, Gianco di Corrado Gianfranceschi, Coop di Gibertoni e Giovanardi (poi Gi & Gi), Cemental, Veroni, Italsalumi, Enologica correggese, Lebez (ne fu il primo fotografo) e Landini sono alcuni nomi di un lungo elenco di clienti “storici” dello studio.

Anche il Comune di Correggio si rivolgeva a Manzotti per documentare eventi di particolare rilievo. La secolare attività di famiglia continua con la terza generazione. Dalla metà degli anni ’70, com’era già successo con Ginepro, Aldino viene affiancato dal figlio Maurizio, che dopo aver frequentato una scuola di fotografia in Svizzera (1982-85), orienta i suoi interessi verso la fotografia industriale, che diventa uno dei punti di forza dello studio, pur non rinunciando, come documentano diverse cartelle pubblicate dal 1981, alla fotografia d’ambiente. Ricordiamo San Francesco, piazza delle Erbe, Le pale d’altare, Vetrina di Correggio. Punto fermo rimangono anche i calendari, che dal 1980 in poi lo studio ha regalato ad amici e clienti.

Dal 1989 anche Cristina, la figlia minore di Aldino, entra a far parte dello staff, curando la parte commerciale e seguendo con attenzione l’evoluzione dell’arte fotografica. Lo testimonia la partecipazione a numerosi reportage a Bologna e Milano e a Donna Fotografa nel 2002. Oggi Maurizio e Cristina gestiscono un moderno studio fotografico che spazia dalle riprese industriali alle foto di matrimonio, dal ritratto di famiglia in sala di posa alla stampa fotografica immediata da macchine digitali e cellulari attraverso le ultime tecnologie. In tempi più recenti immagini dell’archivio Manzotti sono state divulgate anche attraverso i nuovi social media, in particolare Facebook. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google