Rapina al Credem un 62enne incastrato dalle telecamere
Arrestato dai carabinieri per il colpo del 30 gennaio scorso Indagato il figlio, accusato di aver guidato l’auto della fuga
RIO SALICETO. Il padre è stato arrestato e il figlio è indagato per la rapina all’agenzia di Rio Saliceto del Credito Italiano, messo a segno verso le 13 del 30 gennaio scorso. Si tratta di un 62enne e di un 37enne, uno residente a Modena, l’altro a Carpi. Sono i risultati dell’indagine compiuta dai carabinieri di Campagnola Emilia e Guastalla, coordinate dal sostituto procuratore di Reggio Emilia Isabella Chiesi. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito ieri nel carcere della Pulce, dove il 62enne si trova detenuto per altra causa.
Il rapinatore è entrato in banca e, terrorizzando i tre clienti e i due impiegati presenti, si è fatto consegnare i soldi della cassa. Ha agito a volto scoperto, indossando un cappello e con in mano un coltello da cucina puntato contro il viso della cassiera. Consegnandole un sacchetto, le ha detto minacciosamente: «Questo non è uno scherzo, dammi tutto quello che hai, anche i soldi nascosti». La cassiera ha eseguito l’ordine, mettendo nel sacchetto il contante: circa 7.000 euro. Guadagnata l’uscita, il rapinatore si è dato alla fuga salendo a bordo di un’autovettura condotta da un complice, che le indagini hanno poi individuato nel figlio. A quel punto i dipendenti della banca hanno dato l’allarme ai carabinieri. Sul posto sono arrivate le pattuglie dei militari di Campagnola e del nucleo operativo della compagnia di Guastalla, mentre in zona sono stati attivati posti di blocco per tentare di bloccare i malviventi, che però sono riusciti a dileguarsi.
Le indagini dei militari, estese al Modenese, sono arrivate presto a mettere sotto la lente d’ingrandimento vita e attività del 62enne, già conosciuto dalle forze dell'ordine, originario di Milano e residente a Modena, molto somigliante alle fattezze dell’uomo che compariva nelle immagini video. In particolare da quelle delle telecamere all'ingresso della banca, che erano riuscite a riprenderlo in volto. I filmati, comparati con la fotosegnalazione dell’uomo, compiuta dalle forze dell'ordine di Bologna, dove il 62enne era stato fermato perché trovato in possesso di un coltello del tutto simile a quello utilizzato nella rapina, hanno dato il risultato sperato. Il 62enne poi è stato riconosciuto dalle persone che l'avevano visto in azione in banca.
Il figlio del rapinatore è stato coinvolto nelle indagini in quanto è risultato essere l'unico utilizzatore dell’auto usata per la fuga, anche questa ripresa dalle telecamere. Grazie a indagini tecniche, i carabinieri sono riusciti ad attribuire al 62enne e al figlio, anche un'altra rapina compiuta l’11 febbraio scorso a Bomporto, nel Modenese. —
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