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Reggio Emilia, domani si vota: quattro sfidanti in gara per portare Luca Vecchi al ballottaggio

Roberto Fontanili
Reggio Emilia, domani si vota: quattro sfidanti in gara per portare Luca Vecchi al ballottaggio

Domani (dalle 7 alle 23) i reggiani sono chiamati alle urne per votare il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale

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REGGIO EMILIA. Sembra facile, ma tra ballottaggio, voto disgiunto, doppia preferenza di genere, voto al solo candidato o alla sola lista, le modalità per il voto alle ammnistrative sono complesse. A partire dalle differenze tra i comuni con più e quelli con meno di 15 mila abitanti. L’unica cosa certa è l’orario.

Si vota dalle 7 alle 23 nella sola giornata di domani, domenica 26 maggio, in contemporanea con le elezioni per il Parlamento Europeo. Con il voto si chiude – se non sarà necessario il ballottaggio, che alla vigilia appare molto probabile e,nel caso, si svolgerebbe il 9 giugno – una competizione in cui a Reggio si scontrano 12 liste collegate a 5 candidati sindaci. Tre candidati in meno rispetto alle elezioni del 2014 quando Luca Vecchi divenne sindaco con il 56,39% dei voti al primo turno e poteva contare su sette liste collegate.

Questa volta il sindaco uscente, sostenuto dal centrosinistra, è appoggiato da sei liste, Roberto Salati del centrodestra da tre, mentre corrono in solitaria Rossella Ognibene per il M5s, Cinzia Rubertelli per Alleanza Civica e Daniele Codeluppi con Rec, per la sinistra diffusa.

È stata una campagna elettorale caratterizzata, fino a pochi giorni fa, da un confronto civile e senza attacchi personali che invece nelle ultime ore hanno fatto la loro ricomparsa, ma senza diventare il cuore di una competizione che è stata un “tutti contro il Pd”. È stata anche una campagna cadenzata mai come in passato, da decine di confronti pubblici tra i candidati sindaci – l’ultimo dei quali organizzato dal nostro giornale – con categorie, associazioni, mondo del volontariato.

La novità è però che per la prima volta tutti i candidati sindaci non hanno escluso a priori il ballottaggio. Un passaggio storico per Reggio, che ha sempre evitato il dentro o fuori. Il M5s in caso non arrivasse al ballottaggio ha già dichiarato che non darà indicazioni di voto, mentre Alleanza Civica ha lasciato le porte aperte a chi condividerà i suoi valori di trasparenza, competenza nella guida della città.

E quei voti contrattati o in libera uscita al ballottaggio, quando si sceglie solo il candidato sindaco, saranno decisivi. Resta anche da vedere se il Pd (nel 2014 aveva il 49,87% dei voti), si confermerà il primo partito o invece sarà la Lega (ferma al 3,96% cinque anni fa) o il M5s (che aveva ottenuto il 17,08%) a rivendicare il primato. Per contendersi un seggio in Sala Tricolore sono in lizza dodici liste e oltre 350 candidati consiglieri.

Anche in questo caso sopratutto in casa Pd si è assistito a una competizione tra candidati che hanno corso come non mai per arrivare in Sala Tricolore. Nel 2014 molte liste hanno ottenuto meno di 2mila voti e meno dell’1% e alla fine zero incarichi e ruoli politici. Lo stesso potrebbe ripetersi stavolta, soprattutto tra le liste collegate a Luca Vecchi che, per un posto al sole di qualche candidato, rischiano di pestarsi i piedi e sottrarre voti al Pd.

Nel 2014 tre dei candidati sindaci di allora – se si esclude Donatella Prampolini, nel frattempo divenuta numero due di Confcommercio – sono scomparsi dai radar della politica. Altri hanno invece cercato e a lungo una nuova casa e si è assistito a più di un riposizionamento in altri schieramenti.

Di certo abbiamo assistito nella composizione delle liste a una rincorsa a figure con caratteristiche similari. Non è solo il caso degli avvocati, che da sempre abbondano nelle liste e in Sala Tricolore. A partire da Claudio Bassi (Forza Italia) e Gianluca Vinci (Lega) e che si ripresenteranno. Ma anche dei medici.

Il Pd ha candidato il primario di Chirurgia Claudio Pedrazzoli e il M5s ha risposto proponendo come assessore in pectore il chirurgo Fabrizio Aguzzoli. Lo stesso è accaduto in provincia, con diversi medici arruolati nelle liste di diversi comuni. Fino ad arrivare in questo caso a un confronto in famiglia tra i due fratelli Marco e Paolo Crotti. Il primo è in lista con il Pd mentre il secondo è uno dei “saggi” del M5s.

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