Ceneri di Maestrini disperse dagli amici nel Campola
Hanno esaudito le volontà dell’83enne imprenditore che nel testamento ha lasciato il conto pagato al ristorante per il loro pranzo
Le ceneri di Ermanno Maestrini morto alcuni giorni fa, sono state disperse nel torrente Campola, secondo la volontà da lui stesso espressa in passato. Il Campola era il “suo” torrente. Il corso d’acqua scorre dietro casa sua a Pecorile.
A rispettare questo suo desiderio sono stati gli amici, ieri pomeriggio. Lo stesso Maestrini ha disposto nel suo testamento il pagamento, in un ristorante della zona, di un pranzo offerto agli amici che si sono, dunque, ritrovati come aveva desiderato Ermanno. Dopo il pranzo, gli amici si sono recati dietro casa sua e, dalle rive del Campola, hanno disperso parte delle sue ceneri; le rimanenti saranno disperse in ex Jugoslavia, dove lui spesso si recava per battute di caccia e pesca. L’83enne Ermanno Maestrini è morto venerdì 10 maggio. Era una persona molto conosciuta a Pecorile, dove viveva da circa 20 anni, in via Provinciale 46, e dove spesso lui, amante della compagnia, si trovava con gli amici nella grande stalla che aveva trasformato in un salone.
Era una persona generosa e affabile, e le amicizie, per lui, erano tutta la vita. Tanti gli amici che hanno voluto esaudire il suo desideri, ritrovandosi a Pecorile sulle rive del torrente, dove poi le ceneri sono state disperse, con l’autorizzazione del Comune. Maestrini si era ritirato a Pecorile dopo aver raggiunto la pensione. Era amante della natura e qui, a pochi passi dal torrente Campola, aveva trovato il posto ideale dove vivere. Era stato un grande e stimato imprenditore nel campo dei tubi in plastica per acqua, che costruiva per tutti gli usi, dalla medicina all’irrigazione. Negli anni d’oro l’azienda, nata dalla genialità del padre e con più di 50 dipendenti, esportava in tutto il mondo. —
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