La società maltese nata nel 2017 comprò tutto per 25 milioni di euro
Il fallimento è il punto più cupo di un decennio durissimo per uno dei più conosciuti marchi italiani, con sede centrale nell’imolese. Dopo anni di crisi, nel 2015 – quando gli assunti sono quasi quattromila – arrivano prima la richiesta di concordato e poi il commissariamento ministeriale: il debito, in quella fase, era superiore ai 400 milioni di euro. Per i lavoratori è una fase complessa, fra incertezza e ritardi nei pagamenti degli stipendi e dei contributi. I tre commissari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari avviano una ristrutturazione che porta alla chiusura di molti punti vendita in attesa di trovare possibili acquirenti. La vasta rete commerciale e la presenza di marchi noti lascia ancora speranze. Il negozio rubierese, a differenza di altri, rimane sempre aperto, anche se le maestranze devono adeguarsi a turni e tagli. Nel dicembre 2017 ci sono sette offerte vincolanti e nell’agosto 2018 i commissari decidono di scorporare il gruppo in due. Da un altro, tredici punti vendita vanno al marchio Globo. Il marchio, la sede di Imola, la piattaforma logistica di San Giorgio di Piano e gli altri 55 negozi, fra cui Rubiera, vengono acquisiti per circa 25 milioni di euro dalla Shernon Holding, società nata a fine 2017 da un gruppo di imprenditori italiani e stranieri e detenuta da una società maltese. I partner sono tre aziende radicate nel settore, la polacca Black Red White, la turca Dogtas Kelebek e l’italiana 13Casa. Dopo qualche mese di pausa, il nuovo collasso e ora il fallimento.
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