Gazzetta di Reggio

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Assemblea dei soci 

Accorsi rimane alla guida della Banca Centro Emilia

B.B.
Accorsi rimane alla guida della Banca Centro Emilia

Il primo bilancio dopo l’incorporazione del Credito Cooperativo Reggiano approvato all’unanimità: il 2018 si chiude con un utile netto pari a oltre 2 milioni  

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REGGIO EMILIA. L’assemblea dei soci conferma Giuseppe Accorsi alla guida di Banca Centro Emilia. Voto all’unanimità, da parte dai 340 soci presenti domenica a Casumaro (Ferrara), espressione di 452 voti per effetto delle deleghe conferite, alla lista, l’unica pervenuta, proposta dal Cda uscente. Il voto quindi riconferma Accorsi alla carica di presidente, e in consiglio d’amministrazione, Simone Donati, Nicola Fabbri, Dante Pola, Alberto Rodolfi, Stefano Zanoli, Massimiliano Fontani, Davide Frascari e Carlo Maffei, questi ultimi tre in rappresentanza dei territori del reggiano. Per il Collegio Sindacale, si congeda il presidente Luigi Stefàno, e subentra Bartoli Renzo, mentre vengono confermati i sindaci Paolo Fava e Andrea Sgarbi. Il collegio dei Probiviri, che a norma di Statuto interviene sulle controversie che riguardano i soci è composto dal notaio Giuseppe Giorgi in qualità di presidente, da Gianni Ferraresi e Sergio Fortini.

I dati

Illustrati dal direttore generale Giovanni Govoni, tutti i numeri relativi al bilancio d’esercizio 2018, il primo a seguito dell’incorporazione del Credito Cooperativo Reggiano. Un bilancio, in base al quale la banca chiude il 2018 con un utile netto pari a 2.195 milioni di euro, che ha raccolto il parere favorevole non solo dei soci storici, ma anche dei soci provenienti dal Reggiano. L’assemblea ha quindi premiato e applaudito la linea «all’insegna della responsabilità nei confronti dei soci e clienti, e della gestione oculata dei risparmi», fino ad oggi portata avanti dal Cda. La stessa, anticipata nell’intervento d’apertura dal presidente Accorsi che non si è sottratto a puntare il dito contro l'operazione CariCe - BpS: «Siamo rimasti i soli – ha rimarcato il presidente di Banca Centro Emilia – e siamo consapevoli di dover portare sulle spalle una grande responsabilità. Per più di cent’anni, questo territorio aveva il privilegio di avere due banche di interesse locale insediate, volte a garantire capacità finanziaria per la crescita delle imprese, e la sicurezza e la certezza per le famiglie. Privilegio che oggi non c’è più: i padroni di una delle due banche hanno ceduto il patrimonio e le leve del comando ad una banca cooperativa di prealpini. Complimenti per la brillante operazione. I ricorsi storici sono nei fatti».

Il matrimonio

Dopo ‘il matrimonio” con il Credito Cooperativo Reggiano, tanto da “diventare un’unica realtà bancaria”, Banca Centro Emilia si dice pronta ad affrontare le sfide del futuro, tra nuove direttive, incremento di imposte e costi straordinari legati agli esuberi a titolo di anticipo di pensionamenti (4,1milioni di euro). «Se il governo “del cambiamento” – ha riferito il direttore Govoni – non avesse rivisto il carico fiscale e imposto un incremento da 330mila a 1milione di euro delle imposte, l’utile avrebbe fronteggiato quello del Credito Cooperativo Reggiano, e avremmo potuto distribuire un dividendo come negli ultimi 7 anni. È il settimo anno consecutivo che Banca Centro Emilia chiude con un utile netto superiore ai 2 milioni di euro. Lasciateci lavorare, dateci fiducia, e il prossimo anno si tornerà al dividendo». —

B.B.

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