Due frane fra Carpineti e Baiso riattivate dalle piogge intense
CARPINETI. Che la situazione idrogeologica della montagna reggiana non sia delle migliori è noto ormai da molti anni. E spesso, nonostante i continui e costosi interventi di messa in sicurezza, bastano piogge più intense del solito per provocare smottamenti o frane, anche di grave entità. . È così è successo anche in questi giorni, proprio a causa delle precipitazioni particolarmente forti che si sono abbattute sulla provincia. Acqua che, caduta abbondantemente, ha causato la riattivazione di due frane, “antichi” movimenti che hanno già causato problemi in passato e che ora si sono riattivati.
Entrambi sono fra Carpineti e Baiso, primo dei quali si trova a Musiara, nella zona di Villaprara. Un problema che ha dovuto affrontare, a poche ore dalla sua rielezione, il sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi. Tuttavia, ha voluto rassicurare il primo cittadino, al momento non si registrano problemi particolarmente rilevanti per quanto riguarda quella frana.
«La strada è presidiata – ha esordito Borghi – ma non è stata chiusa. I cantonieri stanno intervenendo per attuare un leggero ripristino della viabilità, ma la frana non è pericolosa e, per adesso, non crediamo che si muova di più». Si ratta, ha confermato il sindaco, di «una vecchia frana che era stata messa in sicurezza circa sei anni fa e che, con le piogge di questi ultimi giorni, si è assestata. Osserveremo in futuro gli sviluppi di questo movimento e prenderemo i provvedimenti necessari affinché non si verifichino altri problemi».
La seconda frana si è verificata, nelle stesse ore, a Frascanera, al confine fra Carpineti e Baiso, nella zona di Valestra. Anche in questo caso non si registrano strade chiuse in conseguenza della riattivazione del movimento. Una fortuna, merito probabilmente degli interventi di messa in sicurezza effettuati negli anni, perché in quello stesso punto si era verificata, nel 2013 e nel 2014, una delle frane più critiche della montagna reggiana.
Un flusso di fango ed acqua aveva portato all’isolamento di un bed& breakfast ospitato da un rustico in pietra. Anche in quel caso era stato il maltempo di luglio a provocare un cedimento, riattivando una frana che non si è mai stabilizzata del tutto. Non uno scivolamento di fango, ma di una rottura della sezione sotto la superficie, ben più pericolosa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
