Folla ai funerali di Tito «Vita dedicata agli altri»
Commozione per il dirigente Pro loco, ricordato per l’attività svolta fin da ragazzo Presenti alle esequie tutte le associazioni di volontariato e dello sport locale
Irreale. Come il tempo e le temperature di questa primavera che non vuole saperne di decollare. Era l’atmosfera che si respirava ieri a Praticello, dove in tantissimi sono accorsi per partecipare al funerale del trattorista Tiziano Torelli, per tutti Tito, morto giovedì a 39 anni a seguito di un improvviso malore mentre si apprestava a scendere in campo in un torneo di calcetto.
L’incredulità per una morte tanto inattesa quanto sconvolgente era palpabile tra le persone – di tutte le età, dai giovanissimi sino agli anziani – che non hanno voluto mancare all’ultimo saluto a una persona che si è sempre spesa per il paese, in tante attività di volontariato.
La cerimonia avrebbe dovuto svolgersi al centro polivalente, ma le condizioni meteo proibitive hanno fatto optare per lo spostamento in chiesa. E proprio la chiesa intitolata a San Matteo ha faticato a contenere tutti i presenti, tanto che sul sagrato sono stati posizionati gli altoparlanti per consentire l’ascolto della funzione anche ai più distanti, così come sono state allestite delle coperture per riparare la gente dalla pioggia che non ha smesso di cadere nemmeno per un secondo. Alle esequie hanno partecipato i rappresentanti del mondo del volontariato del paese, dalla Pro loco, di cui Tito era un autentico pilastro, sino ai rappresentanti del mondo sportivo, non solo di Praticello e Gattatico ma anche dei paesi vicini, tra cui Sant’Ilario, dove si era trasferito da nemmeno un paio d’anni, dopo il matrimonio con la moglie Lucia.
La sua grande operosità lo aveva portato a essere uno degli organizzatori di “Praticio Rock” e a prestare servizio anche al Museo Cervi. Tito rappresentava appieno la figura del volontario generoso e sempre presente, capace di farsi apprezzare nei più svariati ambiti dell’associazionismo locale, e anche per questo la sua improvvisa scomparsa ha sconvolto il piccolo centro di Praticello, dove era conosciutissimo.
Tanti i ricordi che gli amici hanno voluto lasciare a testimonianza, seppur con la voce rotta dall’emozione davanti al microfono. «Avresti mai detto Tito – ha sottolineato un amico – che al tuo funerale ci sarebbero state così tante persone?». E ancora: «Sei sempre andato ai mille all’ora per gli altri». Poi un intervento dei “Ragazzi del 32 agosto” – vecchio nome della palazzina che oggi ospita il centro giovani che proprio Tito ha contribuito a fondare – in cui è stata ricordata la bontà e la generosità dell’uomo, che ha avviato al volontariato tantissimi ragazzi e ragazze. A chiudere la serie di interventi, quello di una parente che, a nome della famiglia, ha ringraziato i soccorritori per la prontezza delle cure, purtroppo vane, prestate a Tito. All’uscita dalla chiesa il feretro è stato accompagnato da un lungo e commosso applauso, e dall’altro lato della strada – dov’era stato allestito un piccolo gazebo – gli amici hanno fatto partire la canzone degli 883 “Gli anni”, inno generazionale per tantissimi ragazzi, che ha riportato alla mente le tantissime esperienze condivise con Tito. Al termine della funzione, la salma è stata poi trasferita per la cremazione. Tiziano Torelli lascia la moglie Lucia Sistici, la madre Emma, il padre Roberto e la sorella Sara. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
