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Mercatone verso la cassa integrazione

Adr.Ar.
Mercatone verso la cassa integrazione

Incontro a Roma sulla crisi aziendale. Il ministro Di Maio: «L’obiettivo minimo da attuare subito è la Cigs per i lavoratori»

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RUBIERA. Cassa integrazione straordinaria per i dipendenti e uno sforzo in tempi brevi per dare risposte anche a fornitori e creditori. Si è chiusa con una dichiarazione d’impegni ed un nuovo appuntamento in tempi strettissimi, già fissato per giovedì 30 maggio, la riunione sulla crisi del Mercatone Uno, convocata in tutta fretta dal ministero dello Sviluppo economico dopo il fallimento dell’azienda di arredi, decretato il 23 maggio dal tribunale di Milano. La sentenza ha anche deciso la restituzione dell’azienda all’amministrazione straordinaria ministeriale, gestita da commissari. Una notizia arrivata a bruciapelo e mai comunicata ufficialmente agli oltre 1.800 lavoratori, informati casualmente tramite Facebook.

Il 30 maggio verranno convocati anche i tanti fornitori coinvolti, proprio le realtà che hanno portato ad accelerare le pratiche per il fallimento: oltre 500 creditori devono ancora ricevere circa 250milioni di euro, e hanno chiesto il fallimento, così da bloccare anche gli eventuali smaltimenti del magazzino da parte della società proprietaria, la Shernon Holding. La restituzione della gestione ai commissari, nelle intenzioni dei fornitori, può permettere una ripartenza, magari col coinvolgimento dei creditori all’interno dell’azienda, seguendo il modello già percorso con Parmacotto.

Per il ministro Di Maio «l’obiettivo minimo da attuare subito è la Cigs per i lavoratori», la possibilità quindi per le maestranze di entrare in cassa integrazione straordinaria e di ricevere un assegno mensile. Un ammortizzatore che permetterebbe di dare un’entrata, seppur ridotta, alla maestranze, oggi senza indicazioni chiare sul futuro. Per arrivare alla cassa serve un’accelerazione da parte del tribunale di Bologna, da cui dipende la causa fallimentare iniziale, poi replicata. «Il tribunale di Bologna deve autorizzare la procedura di amministrazione straordinaria e riprendere l’esercizio provvisorio il prima possibile. Così da consentire il ricorso agli ammortizzatori sociali», ha spiegato Di Maio. Con l’attuale status di fallimento conclamato non è possibile accedere a nessuno strumento a tutela dei lavoratori; se si tornasse in esercizio provvisorio si potrebbe invece ricorrere alla cassa straordinaria. Sulla lunga durata, l’dea è quella di avviare una «fase di reindustrializzazione per dare un futuro certo ai lavoratori», ma ad oggi il discorso è lontano.

Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive dell’Emilia Romagna, al termine dell’incontro di ieri a Roma: «Oggi più che mai il nostro impegno è volto a garantire che il governo acceleri la presa in carico della situazione attraverso il riavvio della amministrazione straordinaria, fondamentale per attivare gli ammortizzatori sociali. Nello stesso tempo, ho chiesto la possibilità di attivare la gestione transitoria per mantenere il livello occupazionale e il valore dei punti vendita. La Regione farà la propria parte, ma occorre una forte collaborazione e raccordo da parte del Mise».—

Adr.Ar.

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