Gazzetta di Reggio

Reggio

ieri i funerali dell’avvocato novantenne 

Sutich ricorda Paralupi «Un uomo di cultura e d’indubbia oratoria»

T.S.

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REGGIO EMILIA. Si sono tenuti ieri mattina – nella chiesa di Sant’Agostino – i funerali dell’avvocato 90enne Giuseppe Paralupi, uno dei più noti legali reggiani del dopoguerra, premiato nel gennaio scorso con la toga di platino per aver tagliato il prestigioso traguardo di oltre sessant’anni di carriera professionale.

Paralupi non era solo un valente legale, ma anche un uomo di cultura, come spiega alla Gazzetta l’avvocato Roberto Sutich che l’ha conosciuto quando – ancora praticante – frequentava lo studio degli avvocati Alfredo Gianolio ed Eros Mattioli: «Paralupi, Mattioli e Gianolio non erano solo colleghi ma grandi amici – entra nel merito Sutich – capaci di condividere momenti di semplicita’ conviviale tuttavia infarcita da argomenti culturali varii che spaziavano dalla storia all’arte, dal diritto alla conoscenza linguistica e culturale di Paesi ove avevano soggiornato non con lo spirito del mero vacanziere ma sempre interessati a comprendere popoli e culture diverse anche attraverso l’apprendimento della lingua. L’avvocato Paralupi conosceva bene la lingua spagnola ma anche il tedesco. Le loro conversazioni erano dotte ma sempre comprensibili, come sono capaci di farsi comprendere,anche nello scrivere, solo coloro che hanno padronanza della materia che trattano. A questi, a volte, si univa anche il giudice Giuseppe Armani, non solo fine giurista ma anche storico del risorgimento e musicologo. Un cenacolo reggiano di altissimo profilo, ma al di fuori dei riflettori».

Poi i ricordi dell’avvocato Sutich si spostano sull’attività forense: «Le uniche esibizioni di Paralupi avvenivano nell’aula, soprattutto ai tempi del vecchio codice di procedura penale, in cui l’arringa difensiva rappresentava un momento fondamentale del processo e così pure l’oratoria, ormai degrata a inutile orpello a fronte di un sistema processuale che riduce il processo a pezzi e bocconi con troppi e lunghi rinvii. L’avvocato Paralupi era oratore, eccome, non solo perché conoscitore del diritto penale ma anche perché, senza voler fare inutile sfoggio di cultura, esprimeva dotte citazioni, sempre a proposito – conclude Sutich – derivanti non solo dalla conoscenza dei classici ma anche dalla sua curiosità intellettuale». —

T.S.

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