Argo Tractors premia i lavoratori dopo la maratona con i sindacati
Premio di risultato fino a 1.580 euro l’anno per 1.300 addetti I sindacati: «Buona contrattazione stimola tutta l’impresa»
FABBRICO. Argo Tractors è una delle grandi fabbriche che caratterizzano la manifattura reggiana. Un gruppo industriale a conduzione familiare - parliamo della famiglia Morra - che sforna 22mila trattori l’anno nel mondo. Un conglomerato esposto anche ai venti dei mercati mondiali, ma che continua a basare il suo rapporto con al forza lavoro in uno scambio tra risultati e premialità. Ne è prova la proposta votata ieri a larghissima maggioranza dagli oltre 1300 addetti delle unità produttive di Fabbrico, di San Martino in Rio e di Luzzara sull’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto aziendale. Un’ipotesi siglata dopo oltre una decina di incontri lo scorso 9 maggio - una maratona terminata alle 6 del mattino e dopo 15 ore di trattative - dalla Rsu composta da dodici delegati Fiom, sei Fim e sei Uilm assistite da Fim-Fiom-Uilm provinciali.
Quello che era già apparso chiaro nelle assemblee di illustrazione è stato ulteriormente confermato dal voto certificato dei lavoratori che si sono espressi con una partecipazione molto alta (1097 votanti pari al 86,51% dei presenti negli stabilimenti) e che hanno approvato l’ipotesi a larghissima maggioranza con 1052 si (96,42%) e 39 no (3,58%) e solo 6 schede tra bianche e nulle.
L’ipotesi di accordo approvata, che copre dal 2018 al 2021, prevede il recupero dell’indennità di produttività giornaliera per un montante massimo di 350 euro annui non corrisposta nel 2018, anno nel quale erano stati erogati solo gli 840 euro del premio di risultato. L’accordo prevede che dal 2019 quest’indennità venga sostituita da una indennità oraria che avrà a regime un valore di 616 euro per gli operai (con un incremento del 76%) e di 493 euro (+41%) per gli intermedi e gli impiegati.
L’indennità sarà riconosciuta anche in caso ricorso alla cassa integrazione e in casi di gravi malattie documentate richiamate nel vigente contratto nazionale. Non sarà assorbibile dai futuri contratti e avrà carattere di ultrattività, cioè rimarrà in essere anche dopo la scadenza del contratto aziendale e sarà erogata in eguale misura anche ai lavoratori con contratto di somministrazione, come anche le altre quote salariali. Il premio di risultato viene aumentato del 13%, arrivando a complessivi 1580 euro annui, di cui 675 (42,72%) vengono anticipati in tre rate annuali. Vengono inoltre aumentate le indennità del turno notturno (con maggiorazione complessiva oraria pari al 60%) e vengono innalzate le indennità del 1° e 2° turno (con una media di 0,13 euro per ora di lavorata). A seguito della incorporazione della ex Emmegi , ora diventata Divisione cabine, è stata inoltre definita l’armonizzazione dei trattamenti salariali, che permetterà ai 120 dipendenti di quella unità di maturare 173 ore di 14esima, oltre ad un aumento della retribuzione pari a 57 euro medie mensili, rateizzati nel corso dei prossimi 4 anni. L’accordo prevede inoltre interventi migliorativi di carattere ambientale di cui alcuni già effettuati nel corso della lunga trattativa. È previsto anche il completamento, entro fine anno, delle 24 ore di formazione definita dal contratto nazionale e che attualmente è stata realizzata al 75%. Definito inoltre il percorso di confronto sui piani formativi che prevedono il ricorso ai fondi interprofessionali. «La Rsu, unitamente a Fim Fiom e Uilm, esprimono la loro grande soddisfazione per la conclusione positiva della trattativa - scrivono i sindacati - sviluppata in un contesto di mercato della meccanica agricola non certamente favorevole, ma che vede la Argo Tractors conquistare quote di mercato grazie anche all’impegno dei lavoratori. Questo dimostra che un buon livello di contrattazione, non pregiudica, ma anzi stimola l’impresa al miglioramento e agli investimenti». —
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