Cinque vigili urbani contro gli imputati
Scandalo della Municipale: anche gli otto sindaci dell’Unione Val d’Enza costituiti parte civile. Battaglia legale sui 137 testi
Toni subito accesi – in tribunale a Reggio Emilia – nell’avvio del processo sullo scandalo che ha travolto la polizia municipale della Val d’Enza.
Contro i tre ex vigili finiti alla sbarra e già tutti licenziati – Tito Fabbiani (vicecomandante), Annalisa Pallai (agente e compagna di Fabbiani) e Cristina Caggiati (comandante, unica presente in aula) – si sono costituiti parte civile non solo gli otto sindaci dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza (rappresentati dall’avvocato Franco Mazza), ma anche cinque agenti del Corpo, che sono tutelati dall’avvocato Ernesto D’Andrea.
TANTE DEPOSIZIONI
Poi la battaglia legale sulla lista dei testimoni: 27 quelli proposti dal pm Valentina Salvi, 30 quelli richiesti dall’avvocato Aniello Schettino (difensore della Caggiati) e ben 80 le deposizioni su cui punta l’avvocato Giulio Garuti (difensori degli altri due imputati). Complessivamente, ben 137 testimonianze.
E l’avvocato di parte civile D’Andrea nonché il pm Salvi hanno sollevato la questione dell’alto ed eccessivo numero di testimoni, prendendo di mira quelli presentati dalle difese.
A quel punto la Corte – presieduta da Simone Medioli Devoto – si è ritirata in camera di consiglio, per poi uscirne con la decisione di ammettere per il momento tutti i 137 testimoni, ma riservandosi di volta in volta di valutare le singole deposizioni e verificare che siano pertinenti con i capi d’imputazione e non sovrabbondanti con i fatti da provare in aula.
Nella prossima udienza verrà conferito l’incarico al perito Vincenzo Ottaviani, affinché trascriva tutte le intercettazioni che fanno parte delle indagini.
LE ACCUSE
Su Tito Fabbiani, 56 anni, pendono una sfilza di accuse: induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, truffa e maltrattamenti. È nei guai per aver usato privatamente una pattuglia (un’auto Mazda CX3) comprata con l’avallo della comandante Caggiati, di aver mobbizzato i colleghi e aver usato il comando dei vigili per scopi privati (era soprannominato ironicamente “casa Fabbiani”) assieme alla compagna ed agente di polizia municipale 46enne Annalisa Pallai. Quest’ultima sarebbe accusata solo di truffa. Infine le imputazioni a Cristina Caggiati, 52 anni: abuso d’ufficio (in concorso con Fabbiani per la vicenda dell’auto di servizio) e omessa denuncia. —
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