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Il piano dei Civici: portare a Reggio il “contratto a tre” per battere Vecchi

Massimo Sesena
Il piano dei Civici: portare a Reggio il “contratto a tre” per battere Vecchi

Giovannini punta a mettere insieme Centrodestra e elettorato M5S, «ma serve una squadra forte»  

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Da mera ipotesi di scuola a possibilità concreta. Da roba per futurologi a data già segnata in rosso sul calendario. Si chiama ballottaggio, a Reggio Emilia nessuno l’ha mai visto in faccia, ma ci si farà i conti – questo è ormai certo – il 9 giugno prossimo.

Invero, il passaggio dalla teoria alla realtà produce effetti strabilianti. Già il giorno dopo le elezioni, per dirla tutta, è cambiata l’aria in città. Lo vedi nelle facce dei candidati di ieri che già sanno che non diventeranno i consiglieri di domani, lo capisci da quel velo di angoscia calato sul volto di uno qualunque dei volontari/candidati delle liste civiche/civetta a sostegno di Luca Vecchi.

La loro angoscia è nel destino comune che li precetta da qui al 9 giugno. «E adesso – gli si legge loro in faccia – dove li vado a ri-trovare quelli che hanno votato per noi domenica? Come faccio a spiegar loro che non è bastato e che serve un ultimo sforzo?».

Sono i dolori del giovane De Lucia, che tuttavia può attingere dal bagno di voti che lo ha gratificato al primo turno, andando magari a rompere le balle ancora porta a porta. Attaccandosi al campanello di quei due o tre che hanno creduto di averla fatta franca senza rispondere nè fiatare al citofono. Non così potrebbe essere per coloro che invece - sia che Vecchi vinca sia che perda - non hanno raccolto abbastanza voti per sedersi in Sala Tricolore. Riuscirà Vecchi a motivarli, affinché anche loro si rimettano in cammino? E ancora: chi avrà il compito di riportare a casa i voti di Reggio in Comune, la lista levogira di Daniele Codeluppi, capace di raccogliere un 2,46% di voti e tenerselo stretto per tutto il suo perimetro di inutilità?

TOVARISCH CODELUPPI

La vulgata spiega che Codeluppi non si sarebbe limitato a una testimonianza, ma avrebbe contribuito a evitare che i voti “antagonisti” andassero al Movimento 5 Stelle. Una tesi, questa, che non manca di fascino, a giudicare dalla penuria di consensi raggranellati da Rossella Ognibene. Resta il fatto che i suoi voti sono oro per Vecchi. Cosi come sono oro quelli che mancano all’appello in qualche lista collegata andata al di sotto delle aspettative.

“Comunisti col Rolex” li ha chiamati qualche fedelissimo del sindaco rimasto deluso da alcuni risultati. Ora serviranno quei voti. Così come saranno senz’altro allettanti i voti degli elettori 5 stelle a cui Rossella Ognibene ha dato immediatamente e pubblicamente libertà di scelta rispetto al duello da cui le urne l'hanno alla fine tagliata fuori.

Alcuni – i più noti ai social – si sono già espressi o comunque hanno lasciato balenare quale potrebbe essere il loro orientamento. Il grosso della torta a chi andrà?

CIVICI DECISIVI

Poche ore dopo la digestione di questa news del ballottaggio, chi oggi si sente ago della bilancia ha già cambiato I propri piani. Giacomo Giovannini, ex consigliere comunale e candidato con la lista civica di Cinzia Rubertelli ha nel tempo sbianchettato il suo passato leghista con un impegno meno politicizzato e più civico che lo ha portato spesso a dialogare con Vecchi.

«Noi salti nel buio non ne facciamo» diceva a tutti quelli che gli chiedevano che ne sarebbe stato di quel gruzzoletto di voti che forse, a conti fatti, sono persino di più di quelli che ci si attendeva.

Tradotto allora significava che quel popò di voti sarebbe finito a colui che meno degli altri poteva rappresentare questo salto nel buio. Adesso, adesso che il ballottaggio è realtà, Giovannini sorride, di un sorriso sardonico. E la butta lì: «Il salto nel buio? Sarebbe Salati così come si è presentato sinora. Un candidato oggettivamente debole...».

Allora? Allora ecco Giovannini che butta lì il suo piano. «Noi aspettiamo....». Cosa, esattamente? Proposte dall'uno o dall'altro? Non solo: per Giovannini va cavalcata l'onda. Non un’onda qualunque, no. Quella del Capitano. Che in queste due settimane che separano molti comuni dal ballottaggio, avrà quasi certamente le sue tende a Ferrara dove c'è da dare l'ultima decisiva spinta ad Alan Fabbri da Bondeno. E a un tiro di schioppo c'è Roberto Salati, competitor per caso di Luca Vecchi in un ballottaggio che arriva anche qui e non per caso. «Certo – ripete Giovannini – occorre mettere insieme, e attorno a Salati, una squadra forte, di persone competenti...».

È uno dei punti deboli del piano-suggestione dell'ex leghista, troppo scafato per far apparire questo suo ipotetico riavvicinarsi alle origini come un pentimento. No, in questa partita, Giovannini vuol giocare un ruolo da protagonista, e quando parla di "squadra forte, persone competenti" è perché probabilmente alcuni nomi li ha già in testa. Ma il punto è: chi condurrà le danze, chi terrà le chiavi di questo "laboratorio" che include, oltre ai civici, anche il Movimento 5 Stelle? Sì, quelli che a Reggio hanno raccolto meno di quel che si aspettava, che oggi – per bocca della candidata sindaco sconfitta – lasceranno libertà di voto ai loro elettori. E che però sono già esperti di apparentamenti sui generis e contratti di governo. Ecco la prima opzione a cui in questo momento pensano nel centrodestra e da cui è attratto – anche se non lo dice apertamente – lo stesso Giovannini che con Cinzia Rubertelli come candidata sindaco ha raccolto il 5,48% dei consensi.

GLI ASTENUTI

Tutto già scritto?

Per nulla. Perché se c'è un tabù che prima del ballottaggio a Reggio hanno già infranto è – non da oggi – quello dell'alto tasso di astensionismo.

Sono lontani i tempi delle affluenze bulgare, e anche se Reggio e dintorni restano sempre in cima alle classifiche, anche sotto la Torre del Bordello s’annnida e non da oggi un 30% abbondante di reggiani che non vanno a votare. Invero, finora non è mai successo che i voti in sonno si svegliassero ai supplementari.

Ma non è neanche mai successo che qui da noi, si decidesse un sindaco ai supplementari.—





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