Gazzetta di Reggio

Reggio

“liberi di insegnare” 

In 150 per protestare contro la politica all’interno della scuola

Luciano Salsi
In 150 per protestare contro la politica all’interno della scuola

Picchetto di sindacati e docenti ieri in corso Garibaldi La delegazione poi ricevuta dalla viceprefetta

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Erano più di 150, ieri mattina, gli insegnanti che hanno partecipato all’assemblea con sit-in tenuta in corso Garibaldi davanti alla prefettura per solidarietà a Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa dell’istituto tecnico Vittorio Emanuele II di Palermo, sospesa senza stipendio per due settimane per avere autorizzato una ricerca in cui gli studenti evidenziavano analogie fra le leggi razziali del 1938 e il decreto sicurezza voluto da Salvini. La manifestazione è stata organizzata dai sindacati della scuola, i confederali di Cgil, Cisl e Uil e gli autonomi Gilda e Snals, che non s’accontentano del perdono annunciato alla docente dai ministri dell’Istruzione, Marco Bussetti, e degli Interni, Matteo Salvini, ma chiedono la completa revoca del provvedimento, con la restituzione dello stipendio e la cancellazione della nota di demerito che influisce sulla carriera.

Le ragioni della manifestazione, indetta con la parola d’ordine “Liberi di insegnare, liberi di imparare”, sono state illustrate da Silvano Saccani per la Flc-Cgil, Monica Leonardi per la Cisl-scuola e Raimondo Pasquale per la Uil-scuola. Sono intervenuti anche diversi insegnanti e sono stati resi noti i documenti firmati dai docenti degli istituti D’Arzo e Gobetti e del comprensivo di Albinea. Quindi una delegazione è stata ricevuta dal viceprefetto Alessandra de Notaristefani, alla quale è stato consegnato il documento che esprime le richieste dei sindacati.

All’assemblea, convocata dai sindacati a livello provinciale, potevano partecipare i docenti delle scuole che non avevano ancora esaurito il pacchetto di 10 ore previsto per l’intero anno scolastico.

Si è discusso anche dell’autonomia differenziata richiesta da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. I sindacati vi si oppongono per le implicazioni su libertà d’insegnamento, nomine e carriere. L’autonomia regionale, a loro parere, minerebbe l’autonomia scolastica facendo dipendere l’attività didattica dall’assessore incaricato di nominare i dirigenti e condizionando promozioni e percorsi formativi. I sindacati nazionali hanno elaborato su questa materia un documento che nella nostra provincia ha raccolto più di duemila firme e sarà consegnato il 4 giugno ai presidenti della Camera e del Senato. —



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