Gazzetta di Reggio

Reggio

LA TRAGEDIA SUll’A14 

«Mia sorella era generosa e con tanta voglia di vivere»

Ambra Prati
«Mia sorella era generosa e con tanta voglia di vivere»

Maria Shaitit, 27enne, era al volante dell’auto in cui è morta insieme al fidanzato A Reggio risiedono il papà e due sorelle: «Un periodo felice, voleva sposarsi»

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«Maria aveva tanta voglia di vivere. Sempre in movimento, era soprattutto generosa: si preoccupava per gli altri ed era molto legata alla famiglia».

Così Yassin, fratello di Maria Shaitit – la 27enne che ha perso la vita in un incidente stradale sull’A14 e Faenza – ricorda la giovane, scomparsa in un momento per lei particolarmente felice.

«Mercoledì scorso Maria stava accompagnando il fidanzato (Brahim Habbi, 31 anni) in aeroporto a Bologna. Lui sarebbe partito prima per il Marocco. Lei non poteva per motivi di lavoro: lo avrebbe raggiunto una settimana dopo, mercoledì prossimo, l’ultimo giorno di Ramadan. Si sarebbero presentati alle rispettive famiglie riunite per annunciare il fidanzamento ufficiale, primo passo per fissare il matrimonio».

La 27enne era al volante della Fiat 500 del compagno quando l’auto ha sbandato, attraversato in diagonale la carreggiata, è salita su un terrapieno ed è volata dentro un laghetto artificiale, dove i due giovani sono stati rinvenuti senza vita nell’abitacolo capovolto e immerso nell’acqua.

Nata a Reggio Emilia, la 27enne da qualche anno, dopo aver conseguito un diploma da barman, si era trasferita a Riccione, dove lavorava in un bar. «Si era trovata bene, diceva che era un posto per giovani; aveva stretto tante amicizie e deciso di restare». Poi l’incontro con Brahim, operaio e calciatore residente a Predappio, con il quale faceva progetti per il futuro. Maria tornava spesso a Reggio Emilia, dove risiedono in via Paolo Davoli (laterale di via Emilia Santo Stefano) il papà Abderrahim e le sorelle minori Nadia, 23 anni commessa, e Asmaa, 16 anni studentessa del Motti. «Con Asmaa era inseparabile».

La giovane tornava appena poteva anche nella provincia di Khourigba, 120 chilometri nell’entroterra a sud-est di Casablanca, dove si alternava con il fratello per stare vicino alla madre.

«È il terzo lutto che ci colpisce in un mese: prima mia zia gravemente malata, poi mia nonna che per il dolore è scomparsa appena prima, con nostra sorpresa – racconta Yassin – L’ultima volta che ho sentito Maria è stato in occasione del funerale di mia zia. Lei non aveva potuto essere presente a quello di mia nonna e ha avuto almeno questa consolazione».

Ora la famiglia Shaitit si appresta a celebrare un altro funerale, anziché un matrimonio. La procura ha disposto l’autopsia e i congiunti sperano di ottenere la disponibilità della salma a giorni. «Le esequie saranno celebrate in Marocco: ci siamo accordati con il fratello e la sorella di Brahim affinché i feretri dei due innamorati facciano il viaggio insieme, speriamo entro la settimana». —



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