Cannabis light, primi tre sequestri a Reggio Emilia dopo la sentenza della Corte di Cassazione
Ritirate dalla squadra mobile 250 confezioni in 3 esercizi commerciali, le inflorescenze erano positive a un primo narcotest
REGGIO EMILIA. La sentenza di giovedì della Corte di Cassazione, che di fatto vieta la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis come l’olio, le foglie, le inflorescenze e la resina, ha già sortito i primi effetti anche a Reggio Emilia.
Il giorno dopo il parere emesso dalle sezioni unite penali della Suprema Corte in città sono tre gli esercizi commerciali nei quali sono state sequestrate 250 confezioni circa di “marijuana light” destinate alla vendita.
Proprio in virtù della sentenza della Cassazione, infatti, nella mattinata di ieri gli agenti della squadra mobile hanno eseguito una serie di controlli all’interno di attività che, tra le altre cose, vendono anche derivati della cannabis. Il primo è avvenuto nell’Hempatica di via Premuda. All’arrivo degli agenti l’esercizio sembrava chiuso da poco ma, quando i poliziotti hanno bussato, hanno trovato ancora all’interno il titolare che ha aperto loro la porta.
Qui la Mobile ha trovato delle inflorescenze, in parte esposte sugli scaffali per la vendita, che hanno reagito positivamente al narcotest. Sequestrate le confezioni, i poliziotti si sono spostati in altre due attività gestite dalla stessa proprietà: i negozi “Erba del Re” di via Fratelli Cervi e via Amendola. Anche in questo caso sono state trovate inflorescenze dello stesso tipo, sempre positive a un primo narcotest.
La Mobile ha quindi ritirato la cannabis, un sequestro probatorio in attesa che un test più specifico confermi l’effettivo livello del principio attivo Thc presente nelle inflorescenze.
Certo è che il collegamento temporale e normativo fra la sentenza della Cassazione e questi tre sequestri è innegabile. Fino ad ora i venditori hanno sfruttato in sostanza un vuoto legislativo della legge 242 del 2016, che permette la coltivazione della canapa sativa con un Thc compreso fra lo 0,2% e lo 0,6%, senza vietare espressamente la vendita di fiori, olio e resina della pianta.
La Cassazione invece ha stabilito che questo limite consentito di Thc vale solo per la coltivazione e non per la commercializzazione e che in ogni caso le inflorescenze per scopo ricreativo non possono essere ricondotte agli usi derivanti dalla legge 242.
Il pronunciamento della Corte ha immediatamente generato allarme fra chi ha fatto di questa attività un lavoro. Tanto che gli stessi titolari dell’Hempatica avevano chiuso il negozio e il loro sito internet prima dell’arrivo della polizia «in attesa di chiarimenti rispetto a quali prodotti sia lecito vendere in quanto privi di effetto drogante», mentre alcune inflorescenze dell’Erba del re erano custodite in uno scatolone con la scritta a penna «non vendibile, aspettiamo cosa fare».
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