«Una furia incontenibile Gridava verso il cielo»
Il gestore del bar Borsa: «All’inizio pensavo protestasse per una multa» Tutti affacciati alle finestre dell’Isolato San Rocco, tante chiamate al 113
reggio emilia. «Quell’uomo sfidava gli agenti: “provate a farmi qualcosa”. E urlava “italiani maledetti”, più altre frasi incomprensibili». Alan Cerati, 30 anni, titolare della Barberia Old School sotto l’isolato San Rocco, ieri mattina si trovava all’interno del bar Borsa insieme ad altri quattro avventori.
«Erano le 8.55, vado sempre a prendere il caffè prima dell’arrivo dei clienti – ha raccontato il barbiere –. Il problema è che purtroppo gli agenti non possono scagliarsi contro il prossimo, anche quando quest’ultimo se lo meriterebbe ampiamente».
Dietro il bancone del bar Borsa Fabio Melis, uno dei titolari, è stato testimone oculare dell’accaduto. «Lo sconosciuto ha iniziato a fare a fare avanti e indietro nella piazza più volte, gridando al cielo. A mio avviso era infuriato per qualche motivo contro le forze dell’ordine, doveva avere un astio contro le divise. Quando ha iniziato a sputare (tre, quattro volte) sulla macchina della polizia municipale, all’inizio ho pensato a uno scherzo. Poi ho ipotizzato che forse era qualcuno che aveva preso una multa e cercava la polizia municipale per protestare. Solo in seguito, quando l’uomo si è scagliato contro gli agenti, si è compreso che la situazione stava degenerando. Tutti sono corsi fuori ed è calato il silenzio».
È stato Melis a pronunciare, nel video che ha spopolato sui social network, la frase rivolta all’agente che aveva appena afferrato la sedia come “scudo” «ma proprio la nostra sedia...?».
«Sì, mi è venuto spontaneo, ma per carità ha fatto benissimo l’agente: tentava di difendersi». Il barista afferma di non aver mai visto prima l’esagitato. «Però non mi pareva ubriaco: un ubriaco lo atterri facilmente, quello invece non barcollava, anzi era ben saldo. Ha dato l’impressione di essere arrabbiatissimo e in cerca dello scontro fisico: tant’è che, dopo aver sputato, ha saltellato accanto all’auto della municipale come se non fosse soddisfatto, come un boxeur che vuol prendere a pugni qualcuno. Si molleggiava sulle gambe: sembrava Cassius Clay».
L’esercente rimarca che l’uomo di mezza età «era forte e robusto: ha strappato i tergicristalli come se fossero dei ramoscelli. Era incontenibile. Meno male che non se l’è presa con i passanti, altrimenti».
L’isolato San Rocco è stato in passato una zona a rischio, con tanto di comitato che segnalava episodi di microcriminalità e risse dovute anche alla vicinanza con il parco del Popolo. «Devo dire che negli ultimi tempi la situazione è migliorata, grazie anche al pattugliamento continuo delle forze dell’ordine – prosegue Melis –. Certo nel tempo abbiamo assistito a tante risse, soprattutto tra ragazzini e spacciatori giovanissimi, che si affrontavano tra di loro in regolamenti di conti. Mai successa, però, una cosa del genere. Una scena incredibile».
Di fianco la titolare del bar “Caffè degli dei”, Maria Elena Palmerini, 38 anni, sottolinea l’effetto voyeristico che si è venuto a creare nella piazza. «Era pieno di gente: gruppi di studenti, donne che andavano al mercato, anziani con la borsa della spesa che si sono scandalizzati, la fila nella vicina tabaccheria. Perfino i dipendenti degli uffici Iren sono usciti fuori, mentre chi lavora negli uffici sopra di noi si è affacciato alle finestre. Ben presto si è formato un capannello di curiosi, c’erano almeno una cinquantina di persone, quasi tutte ferme a guardare e a filmare con il telefonino. Nessuno che abbia mosso un dito o cercato di intervenire. Un brutto spettacolo».
Tant’è che, per reazione, la barista è subito rientrata. «A me è venuto spontaneo chiamare il 113. So che almeno altre trenta persone hanno digitato lo stesso numero in contemporanea, ma stare fermi a guardare non mi sembra utile». —
Am.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google