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L’addio commosso a Pecchini «Capitano, ti ricorderemo»

Alessandro Zelioli
L’addio commosso a Pecchini «Capitano, ti ricorderemo»

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MONTECCHIO. «Ciao capitano». Questo uno dei messaggi che i tantissimi amici di Vittore Pecchini hanno voluto lasciare sul libro presenze, al funerale del 57enne dirigente scolastico scomparso una settimana fa a Venezia. Una commozione palpabile, quella che si è respirata ieri nella basilica della Madonna dell’Olmo, troppo piccola per contenere le centinaia di persone giunte da ogni dove per abbracciare i famigliari di Pecchini.

Un sentimento reso ancora più palpabile dalle tante testimonianze che, chi lo ha conosciuto e avuto come collaboratore durante la sua carriera di dirigente scolastico, ha voluto portare. Colleghi e studenti sono, infatti, giunti da Ravenna, dove Vittore Pecchini era arrivato a dirigere l’istituto Mameli direttamente dall’Australia, fino ai ragazzi di Venezia, dove dirigeva il Cini, il Venier e il Marco Polo. Non mancavano amici da Barcellona e messaggi da ogni luogo del mondo visitato da Pecchini, che aveva svolto anche un semestre come insegnante volontario in una scuola in Cambogia.

Sei i parroci che hanno celebrato le esequie – tra cui don Giuseppe Dossetti – svoltesi in maniera semplice e intercalate da ricordi di amici e parenti. Toccanti le parole di Giacomo, studente della 5ª B del Cini di Venezia e membro del consiglio di istituto. «Sabato scorso – ha detto lo studente – subito dopo la regata di istituto, anziché mandargli una mail ho preferito dirgli di persona quanto io debba a lui riconoscenza per avermi aiutato nella crescita come studente e come persona». Tra le lacrime, il ricordo del figlio Federico: «Mio padre amava la vita – ha detto –. Questo momento non deve essere un momento di morte, ma un inno al futuro. Prendiamo quanto di buono ha lasciato su questa terra, affinché possiamo tutti divenire uomini e donne migliori». Tra i presenti alla cerimonia, nessuno aveva voglia di chiedersi il perché Vittore Pecchini abbia deciso di togliersi la vita. Ma tutti hanno voluto stringersi nell’abbraccio a papà Luigi (che ha ritrovato una lettera scritta dal figlio in cui descriveva Montecchio, letta durante il funerale), alla mamma Ettorina, alla compagna Esmeralda, ai figli Federico e Speranza, alla sorella Maria Teresa. —

Alessandro Zelioli

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