Mercatone Uno, Adiconsum si muove per tutelare i clienti
RUBIERA. Adiconsum si mobilita per dare assistenza ai clienti del Mercatone Uno – presente anche a Rubiera – alle prese con il problema degli acquisti fatti e pagati ma a rischio di non essre consegnati a causa del fallimento. . Tutti gli sportelli territoriali di Adiconsum, l’associazione di difesa dei consumatori afferente alla Cisl, sono a disposizione delle persone coinvolte, come clienti, nella crisi del Mercatone Uno, gruppo da oltre 1.800 dipendenti, dichiarato fallito il 23 maggio, senza che nemmeno i lavoratori fossero avvisati.
Fra le vittime del crac vi sono circa ventimila utenti che negli ultimi mesi hanno completato transazioni nei punti vendita del Mercatone Uno, versando acconti per 3.8 milioni di euro o saldando l’intero acquisto. I loro ordini a oggi non sono stati evasi e non chiaro se lo potranno mai essere.
Molto dipenderà dalle prossime mosse che potrebbero riportare l’azienda all’amministrazione straordinaria, annullando la cessione dell’estate 2018 alla Shernon, l’azienda ora fallita.
A quel punto si capirà anche che fine farà il magazzino, dove non è detto però siano disponibili tutti i prodotti ordinati. Gli uffici Adiconsum possono fornire indicazioni utili a chi si rivolgerà loro, portando tutte le carte relative all’acquisto.
Le modalità sono diverse: chi ha pagato con carta di credito può muoversi direttamente richiedendo l’attivazione della procedura “charge back”. La richiesta va inoltrata alla società che ha messo la carta di credito.
«Il “charge back” viene concesso per legge in caso di frode o a discrezione della società emittente la carta di credito per inadempimento del commerciante. È il caso di Mercatone Uno, che non ha adempiuto alla consegna della merce», spiega Adiconsum. Il consiglio è quello di rivolgersi alla propria società di carta di credito per conoscere i dettagli. Il discorso è valido sia per l’acquisto in negozio che tramite il sito di Mercatone Uno.
Chi invece ha comprato a rate, con un contratto di finanziamento, potrà chiedere «alla finanziaria la risoluzione del contratto e la restituzione delle somme già versate per grave inadempimento del fornitore, richiamando il Testo Unico bancario – dlgs. 385/93».
Non appena saranno resi noti termini e condizioni, il consiglio è comunque quello di richiedere l’insinuazione al passivo fallimentare, così da essere inseriti nell’elenco dei creditori. I primi a essere “rimborsati” saranno i fornitori (creditori privilegiati), poi i lavoratori e per ultimi i consumatori, in qualità di creditori chirografari. —
Adr.Ar.
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