«La politica cavalca l’accaduto? Non è colpa mia, ho ancora paura»
La vittima Pamela Vandelli è stata candidata per il centrodestra Lei e l’amica Chiara Giberti sono attiviste schierate
L’INTERVISTA
«Vedo ancora gli occhi spiritati di quell’uomo. Quegli occhi li ho sognati stanotte». Pamela Vandelli, 47 anni di Correggio, ancora spaventata, ieri ha rievocato l’accaduto. «Ero seduta con Chiara, che aveva fretta per un impegno successivo; avevamo quasi finito l’aperitivo, quando mi sono sentita toccare il collo e tirare i capelli da dietro. Ho pensato che fosse un amico. Ma quando mi sono girata ho trovato davanti quello sconosciuto. Il barista, che è un amico, ha detto che bazzica il centro e che era passato anche la mattina, ma io l’ho visto per la prima volta. Ha parlato per tutto il tempo, ininterrottamente: continuava a blaterare frasi incomprensibili». L’uomo secondo la vittima «era ubriaco: non ho avvertito alitosi, ma barcollava, si appoggiava al muro della tabaccheria, e quando gli è caduto l’euro che gli avevo dato non l’ha raccolto».
Pareva finita lì e le due amiche si sono alzate per andarsene, quando l’esagitato l’ha colpita con un pugno. «Non credo che ce l’avesse con me, non l’ho trattato male. Semplicemente ero la più vicina a lui: in piedi ripetevo “basta, basta, capisci l’italiano?”».
Ricevuto il colpo, Pamela si è seduta per terra, poi è stata messa su una sedia. «Dolorante, non ho più visto cosa accadeva. Ho sentito una voce levarsi dagli inseguitori che diceva “è scappato, non lo prendiamo più”. Poi un’altra voce: “Attenti, sta tornando indietro con una bottiglia in mano”. Io però non ho assistito».
Chiara Giberti e Pamela Vandelli sono attiviste del centrodestra e Pamela è stata candidata alle amministrative nella lista “Correggio siamo noi” di Riccardo Rovesti: 35 preferenze. «Non sono stata eletta e le elezioni sono finite». Sono finite a Correggio: non a Reggio, dove il ballottaggio si avvicina. È consapevole che l’episodio si presta alla strumentalizzazione politica? «Sì, è vero, ma non è colpa mia. Vorrei che si tenessero separati i due aspetti. Non è stata colpita la Lega ma la mia persona. E solo perché mi trovavo nel posto sbagliato al momento sbagliato». Pamela frequenta spesso il centro, «anche con mia figlia piccola. E continuerò ad andarci, spero già in settimana, per archiviare l’accaduto. E vorrei ringraziare la polizia». —
Am.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
