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il caso 

Evade due volte e lo trovano ubriaco al volante

T.S.
Evade due volte e lo trovano ubriaco al volante

Il pizzaiolo 50enne, agli arresti domiciliari per spaccio di droga, fa un incidente e lo scoprono: il giudice lo mette in carcere

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REGGIO EMILIA. Ne sta infilando una dietro l’altra il pizzaiolo 50enne Salvatore Sibillo, ora finito in carcere come disposto ieri mattina dal giudice Sarah Iusto.

Ma l’esito dell’udienza di convalida dell’arresto è solo l’ultimo atto.

REATI A RAFFICA

Infatti da alcuni giorni l’uomo d’origine napoletana è agli arresti domiciliari perché, all’esito di una perquisizione, è stato trovato in possesso di 23 grammi di cocaina. Da qui la denuncia per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, con gli arresti domiciliari nell’appartamento di via Montefiorino in cui vive come disposto dal giudice. Ma a quanto pare la misura restrittiva gli sta stretta al punto che venerdì scorso la polizia non lo trova in casa e scatta la denuncia per evasione (su questa vicenda titolare del fascicolo è il pm Laura Galli) con conferma degli arresti domiciliari (senza alcun permesso per orari d’uscita dall’abitazione).

Ma anche questo episodio non sembra essere servito da lezione per Sibillo, visto domenica sera – intorno alle 20.30 – si rimette nuovamente nei guai.

A quell’ora una pattuglia della Municipale e una volante della Questura intervengono per un incidente stradale all’incrocio fra via Codro e viale Umberto I. E nell’identificare i coinvolti, spunta proprio Sibillo evaso nuovamente dai domiciliari e in più al volante ubriaco (l’alcoltest rivela nel sangue 2,3 grammi/litro, ben oltre al limite consentito per legge). Per l’evasione viene arrestato, ma scatta anche la denuncia per guida in stato d’ebbrezza.

IN TRIBUNALE

Poche ore dopo, cioè ieri mattina, il 50enne – difeso dal legale Vito Pellegrino – si giustifica davanti al giudice Iusto: «Mi stavo recando in auto da mia figlia che abita in via Papa Giovanni XXIII. Non la vedo da quando sono agli arresti domiciliari. L’alto tasso alcolemico? Avevo bevuto un Campari in un bar sotto casa». Per la Procura l’unica misura cautelare che può contenere le evasioni è il carcere. Di diverso avviso l’avvocato Pellegrino: «Al di là del suo corretto comportamento processuale, il mio assistito non è stato individuato in una situazione che facesse presumere il compimento di altri reati. Voleva solo andare a trovare la figlia». Da qui la richiesta difensiva di conferma degli arresti domiciliari. Ma il giudice Iusto mette in carcere Sibillo che sarà processato il 13 giugno. —

T.S.

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