Davolio lascia la Fondazione «Ostruzionismo e ritardi»
Il componente del cda scelto in rappresentanza dei gruppi consiliari di minoranza «Per garantire la governabilità dell’ente è urgente potenziare l’organico»
Brescello. Cambia l’assetto della fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”. Enrico Davolio, componente del consiglio d’amministrazione assieme al presidente Luigi Allegri e a Marika Bonazzi, ha rassegnato le dimissioni.
le dimissioni
Davolio, scelto per le proprie specifiche competenze nell’ambito della formazione e della comunicazione, era stato indicato in rappresentanza dei gruppi consiliari di minoranza subito dopo le elezioni, quando la fondazione – istituzione che si occupa della gestione del turismo e delle attività culturali del paese – venne affidata al professor Luigi Allegri. Di varia natura le motivazioni che hanno spinto Davolio a lasciare l’incarico. «Una parte della minoranza – spiega – negli incontri di feedback periodici che ho costantemente proposto per aggiornarli rispetto all’andamento del lavoro insieme, ha spesso fatto una fatica a fissare gli incontri con me. Inoltre, le volte che si è dovuto interagire con i ruoli apicali di tipo tecnico dell’ente locale c’è stato, nei confronti della Fondazione, un atteggiamento di parziale ostruzionismo e ostracismo a mio avviso totalmente gratuito e inspiegabile».
i motivi
«Inoltre – aggiunge – permane l’urgenza di reperire e remunerare una figura interna per la governance della Fondazione: un bisogno impellente per il cda, che ricoprirebbe una vacanza nella gestione delle risorse umane in carico alla Fondazione e nell’organizzazione non solo operativa del bookshop, che dal 1° aprile è diventato a tutti gli effetti un ulteriore servizio in gestione alla Fondazione stessa. Altre motivazioni, infine, di cui è inopportuno parlare ora mi hanno portato a un questa scelta. Confido e sono certo possa esserci tutto il tempo necessario per chiarire e dirimere le varie criticità in altre sedi». «Encomiabile e concreta collaborazione – conclude Davolio – ho avuto invece dagli altri due membri del cda (il presidente Allegri e Marika Bonazzi, ndr), che ringrazio per i mesi di lavoro svolti insieme con autenticità e fiducia reciproca e che, a scanso di equivoci, non sono in alcun modo riconducibili alle dimissioni date». —
A.V.
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