Gazzetta di Reggio

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I FUNERALI IN SAN PIETRO 

L’ultimo saluto a don Gianni «il parroco dal cuore d’oro»

Giacomo Bigliardi
L’ultimo saluto a don Gianni «il parroco dal cuore d’oro»

Chiesa gremita di fedeli e presbiteri nell’omaggio al sacerdote morto a 80 anni Ricordato il progetto “Africasa”, per aiutare gli immigrati e favorire l’accoglienza

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Ieri pomeriggio la comunità della parrocchia di San Pietro si è riunita per dare l’ultimo commosso saluto a don Gianni Marzucchi, morto domenica scorsa a 80 anni. La cerimonia funebre è stata celebrata dal vescovo Massimo Camisasca, che ha ricordato con sincero affetto il sacerdote di fronte alla comunità di San Pietro e a tutti i parrocchiani che si sono raccolti per ricordarlo. Molti i fedeli arrivati da Montecchio, paese natale del sacerdote. Proprio lì don Gianni Marzucchi aveva trascorso gli ultimi sette anni della sua vita, ricoverato nella Casa del Clero “San Giuseppe”, quando ormai le sue condizioni di salute erano diventate gravi.

La chiesa di San Pietro, gremita di fedeli, ha visto la commossa partecipazione di tutti coloro che hanno accompagnato in questi anni di sacerdozio don Gianni, da sempre amato dalla sua comunità. E proprio a tutti i fedeli e ai presbiteri sono andati i sinceri ringraziamenti del vescovo, il quale si è anche premurato di ricordare gli operatori della Casa del Clero dove il prete è stato ricoverato nel 2012, anche loro presenti alla cerimonia.

Tante persone hanno celebrato il ricordo del sacerdote in un clima di sincera commozione, rievocando la figura di un prete che aveva saputo unire e accompagnare diverse comunità nella sua vita.

Dall’esordio come vicario cooperatore nella parrocchia cittadina di Regina Pacis, si era poi spostato a Scandiano. Egli si era poi fermato per vari anni a Cerreto Alpi, legandosi alla comunità della montagna reggiana. Ma proprio nella parrocchia di San Pietro egli aveva esercitato la sua funzione più a lungo, dal 1978 al 2011.

La comunità, commossa, ricorda don Gianni come un prete dal cuore grande e rivolto verso le persone più fragili, capace di un’accoglienza aperta e convinta, con azioni che aveva sempre intrapreso in prima persona.

Come ricordato anche nel libretto distribuito a tutti i fedeli durante la celebrazione, esemplare fu il suo progetto “Africasa”. Questa sembra proprio la sua azione più rappresentativa in materia di accoglienza. Egli fece infatti in modo di destinare un intero appartamento a uomini di origine straniera appena arrivati in città e in difficoltà economica. E fece questo quando ancora il fenomeno migratorio in città era agli albori, dimostrando una spiccata sensibilità per i problemi della propria comunità, cosa che i suoi fedeli ricordano con affetto. Inoltre, ancora a testimonianza del suo grande impegno, un anno prima della fine del suo sacerdozio aveva anche accettato di dirigere la scuola d’infanzia parrocchiale di Santa Teresa.

Negli ultimi anni del suo ministero e nonostante il progressivo venir meno delle forze, don Gianni non perse mai l’occasione per manifestare riconoscenza a tutti i parrocchiani che lo circondavano e ai collaboratori laici che da sempre lo hanno aiutato con affetto nel suo servizio.

Il sacerdote sarà sepolto al cimitero di Montecchio, città da cui è venuto e dalla quale ha sempre ricevuto tanto affetto, specialmente in quest’ultimo partecipato, sincero e commosso saluto. —



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