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La compagna del papà maltratta la figliastra Trentenne condannata

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zona ceramiche. Una casalinga 30enne è stata condannata a un anno e 4 mesi, pena sospesa, per il reato di maltrattamenti aggravati su minore: l’aggravante consiste nell’età della bambina, figliastra all’epoca di 10 anni.

La vicenda è partita da una segnalazione della scuola elementare che la bimba frequentava: le maestre hanno notato il disagio dell’alunna, che riferiva di frequenti litigi con la compagna del padre e che mostrava segni (di dubbia attribuzione) sul braccio. La scuola ha chiesto l’intervento dei Servizi sociali, che hanno raccolto elementi comprovanti il rapporto contrastato tra la figlia maggiore e la nuova compagna del padre, dalla quale quest’ultimo ha avuto altri due figli più piccoli. Anche i vicini di casa hanno confermato di udire di frequente urla tra la bimba e la donna. Vista la gravità dell’accusa, si è proceduto d’ufficio, per fatti accaduti tra il dicembre 2016 e l’agosto 2017. La minore è rimasta nel nucleo familiare, anche perché i genitori si sono dimostrati collaborativi con i Servizi sociali, dai quali sono tutt’ora seguiti.

Ieri si è concluso il processo con rito abbreviato a carico della 30enne. L’avvocato difensore Lucia La Rocca (che sostituiva il collega Mario Di Frenna) ha chiesto l’assoluzione, mentre il pm Piera Giannusa la condanna a un anno e 11 mesi. Il gip Dario De Luca ha condannato la 30enne al minimo della pena: non è mai andata, né andrà, in carcere. —

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