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La metalmeccanica entra in stagnazione «L’aiuto del governo ora è un obbligo»

Enrico Lorenzo Tidona
La metalmeccanica entra in stagnazione «L’aiuto del governo ora è un obbligo»

Nel primo trimestre a Reggio negativi produzione e fatturato Bordoni: «La Germania frena. All’estero serve fare squadra»

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REGGIO EMILIA. La Germania rallenta, la Brexit e i dazi spaventano, il governo latita e i sindacati sembrano più distanti. Sono queste le annotazioni nel cahier de doléance degli imprenditori della metalmeccanica reggiana. Nel primo trimestre di quest’anno, infatti, la produzione nel settore è calata del 2,5% a Reggio Emilia e il fatturato dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A tenere è l’occupazione (+3,3%) ma solo perché gli effetti sul lavoro sono ritardati rispetto al ciclo economico.

È solo questione di tempo, quindi, per avvertire in pieno la frenata della metalmeccanica di casa nostra, campione dell’export, che si avvia però verso un periodo di stagnazione dopo la crescita strutturale degli ultimi anni. Reggio fa peggio rispetto al dato medio registrato in tutta Italia, secondo quanto segnalato ieri da Unindustria Reggio Emilia, che ha fatto il punto – in contemporanea in tutta Italia – sullo stato di salute del comparto.

In realtà, spiega il presidente del gruppo metalmeccanico di Unindustria Sandro Bordoni, «alcune delle aziende più grandi della nostra provincia stanno già registrando una perdita dello 0,5% del personale assunto». A questo proposito gli Industriali esprimono poi «perplessità» sullo sciopero nazionale unitario dei metalmeccanici indetto per il 14 giugno da Fiom, Fim e Uilm. «Pur nel rispetto dei ruoli, oggi come non mai è necessario impegnarsi insieme per l’obiettivo comune della crescita delle imprese e delle persone che vi operano», dice Unindustria.

Se il quadro nazionale per Bordoni ha sia luci sia ombre, a livello locale la situazione è più in bilico anche a causa del rallentamento della Germania, prima fabbrica europea.

«Il loro è un problema strutturale – avverte Bordoni – Per il 25% dei giovani chiamati Millenials l’auto non è una priorità e se la vogliono prediligono il car sharing e l’ambiente. Questo sta mettendo a soqquadro un settore trainante. Le fusioni di questi giorni ne sono un esempio». La meccanica reggiana e la Motor Valley emiliana sono fortemente legati alla locomotiva tedesca. E a confermare il quadro con più ombre che luci sono le previsioni degli imprenditori reggiani per il secondo trimestre 2019, condizionate anche dalle incertezze causate sui mercati internazionali da Brexit e guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina.

Le stime sulla produzione, che il 40% delle aziende prevede in aumento, contempla anche un preoccupante 22% che prevede calo. Gli ordini e l’occupazione sono considerati per il 75% e il 98% stazionari. «In questo scenario – conclude Bordoni – un’azione di sostegno del governo è ormai imprescindibile». Fatti salvi i fattori di competitività, come qualità, innovazione, termini di consegna e via dicendo, gli imprenditori italiani si sentono soli rispetto alle azioni di governo. «Quando vado all’estero – spiega Bordoni – a parità di quei requisiti, la differenza la fa il sosteno dello Stato, che è molto più forte. Noi non riusciamo a fare squadra». Le imprese intervistate a livello nazionale esprimono una valutazione diffusamente negativa sul grado di sostegno dell’azione governativa, collocandosi sugli stessi livelli di circa 40 anni fa. Il grado di sostegno dell’azione governativa può incidere sulla competitività con misure dirette che vanno dalle iniziative di promozione ai finanziamenti alle esportazioni fino al sistema di procedure connesse alle attività di commercio internazionale. Fattori che assumono rilevanza nel confronto con le azioni poste in essere dalle amministrazioni dei Paesi concorrenti. Ma anche con misure indirette: «Si pensi al mercato del lavoro che deve essere flessibile e alle politiche educative e di formazione necessarie per la creazione delle competenze funzionali alle esigenze delle imprese». —

Enrico Lorenzo Tidona

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