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Mercatone, parte l’inchiesta per bancarotta fraudolenta

Adr.Ar.

L’hanno aperta i magistrati della sezione fallimentare di Milano dopo la relazione presentata dal curatore sulla gestione Shernon

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RUBIERA. Un’inchiesta per bancarotta fraudolenta sul fallimento deli Mercatone Uno. L’ha avviata la Procura di Milano, per il momento a carico di ignoti, dopo queste settimane di tensione per il nuovo fallimento del marchio di arredi da cui dipendono circa 1.800 lavoratori divisi in 55 punti vendita, fra cui quello di Rubiera, in cui operano oltre quaranta persone.

Il 23 maggio il tribunale milanese aveva sancito il fallimento dell’azienda, rilevata nell’estate 2018 dalla società Shernon Holding dopo tre anni di commissariamento ministeriale. La richiesta di fallimento era stata inoltrata proprio dalla Procura assieme a due creditori di Mercatone Uno, Savini Due e Falegnameria Adriatica, sottolineando come l’azienda avesse accumulato, nei pochi mesi della nuova gestione, oltre 90 milioni di euro di debiti.

In precedenza la Shernon aveva fatto richiesta di concordato preventivo; i vari tavoli erano stati aggiornati al 30 maggio ma la settimana precedente è giunto all’improvviso il crac definitivo, nello stupore di chi sperava fosse passata la crisi peggiore. Adesso si arriva all’indagine per bancarotta fraudolenta, che vede impegnata la Guardia di Finanza sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Riccardo Targetti, a capo del pool reati fallimentari, e del pm Roberto Fontana.

Il curatore fallimentare nominato il 23 maggio ha presentato una relazione in cui sottolinea diversi punti oscuri, e questo documento ha spinto la magistratura ad agire. La Shernon non avrebbe pagato i contributi ai lavoratori e diverse tasse per 8,7 milioni di euro e avrebbe lasciato senza compenso fornitori e locatori per circa 60 milioni di euro. Al conto vanno aggiunti gli obblighi mai saldati con l’amministrazione straordinaria e i 3,8 milioni di acconti ricevuti per ordini a oggi mai completati.

Un quadro cupo, che mostrerebbe la volontà di lasciar affogare la società poco dopo averla rilevata. Nel mezzo vi sono i dipendenti, mai informati ufficialmente del fallimento. A Rubiera, le maestranze sono venute a sapere della crisi da Facebook e da alcuni messaggini telefonici. Uno degli obiettivi ora è revocare la cessione alla Shernon, così da tornare alla precedente amministrazione straordinaria e permettere agli assunti di accedere agli ammortizzatori sociali. Sempre per andare incontro agli addetti, la Regione Emilia Romagna ha presentato una richiesta alle banche perché sospendano momentaneamente le rate dei mutui accesi dai dipendenti ora nel limbo. Gli istituti firmatati del protocollo di anticipazione della cassa integrazione hanno confermato la disponibilità a discutere con l’Abi (Associazione bancaria italiana) regionale una formula che permetta di soddisfare la richiesta. —

Adr.Ar.

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