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Bassa reggiana, abusi sessuali sulla figliastra: sconto di pena per il patrigno

Bassa reggiana, abusi sessuali sulla figliastra: sconto di pena per il patrigno

Condanna da 11 a 7 anni, per l’uomo, sentenza più mite anche per la madre. Risarcite con 20mila euro le due figlie come in primo grado

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BASSA REGGIANA. Sconto di pena in Corte d’assise per la madre e il patrigno al centro di una vicenda terribile che ha portato i quattro figli ad essere allontanati dalla casa di famiglia.. Tutti e due gli imputati sono accusati d’abbandono di minore (riferito ai due figli più piccoli), reato che è andato ad aggiungersi ai maltrattamenti (collocati dagli inquirenti fra il 2009 e il 2015) per entrambi e violenza sessuale su minore per il patrigno (abusi compiuti sulla secondogenita quando aveva 5-7 anni).

Rispetto al processo di primo grado tenutosi a Reggio Emilia, i giudici di Bologna (della seconda sezione penale presieduta da Alberto Pederiali) hanno messo in continuazione i reati, con conseguente “taglio” delle condanne: 7 anni e 2 mesi di reclusione per il patrigno (invece di 11 anni) nonché 3 anni e 2 mesi di reclusione per la madre (nel novembre 2017 le vennero inflitti 6 anni). Il sostituto procuratore generale aveva chiesto la conferma delle condanne di primo grado.

Non presenti in udienza i due imputati, comunque attraverso gli avvocati difensori Antonio Sarzi Amadè (tutela il patrigno) e Mario Di Frenna (assiste la madre) hanno sostanzialmente negato le accuse, parlando di invenzioni, di mancanza di riscontri medici relativamente alla violenza sessuale, di brevi allontanamenti dalla casa e di sistemi punitivi forse un po’ troppo rigidi ma non da configurare continui maltrattamenti.

I quattro figli si sono costituiti parte civile tramite l’avvocatessa Valeria Miari: per tutelare la privacy dei minori coinvolti continueremo a non fornire nomi e nemmeno il paese della Bassa in cui è emersa questa storia.

Confermato in Appello quanto già decretato a Reggio Emilia: provvisionale di 15mila euro per la secondogenita e 5mila euro per la più grande, nulla invece per i due più piccoli. «Siamo di fronte a fatti gravissimi – rimarca il legale di parte civile – con conseguenze pesanti, specie per le due figlie maggiori. I riscontri? Vi sono eccome e i ragazzini sono stati ritenuti credibili».

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