Eletto nel luglio dell’anno scorso con 651 preferenze
«Un magistrato non protagonista e non burocrate». È il luglio dello scorso anno. Ed esordisce così il giudice reggiano Gianluigi Morlini, civilista, eletto fra i 24 componenti del Csm, il Consiglio Superiore della Magistratura, che conta anche tre membri di diritto: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il primo presidente e il procuratore generale della Corte suprema di cassazione. Morlini risulta quarto fra i candidati, in corsa per 16 posti, ottenendo 651 voti, poco meno dei primi tre classificati (733, 720, 671 preferenze) che arrivano dai tribunali di Roma, Milano e Bari. Nato a Reggio nel 1969, Morlini è diventato avvocato poi magistrato nel 1998, giudice civile nei tribunali di Ivrea, Piacenza e Reggio. Ha fatto parte del Comitato scientifico del Csm quale coordinatore del settore civile e referente per la formazione distrettuale decentrata, docente, formatore e tutor alla Scuola della Magistratura e nelle scuole di specializzazione degli atenei di Modena e Reggio, Parma e Torino. È autore di molte pubblicazioni. Sposato da 18 anni è padre di due figlie. Prima di Morlini, solo altri due reggiani avevano fatto parte del Csm. Si tratta degli avvocati Dino Felisetti e Celestina Tinelli, eletti dal Parlamento in qualità di professionisti del diritto.
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