Impennata delle truffe Furti e rapine in calo Più attivi i nuclei speciali
reggio emilia. Tutti i reati in calo, compresi i furti, ad eccezione delle truffe, che schizzano all’insù anche grazie alle pieghe incontrollate del web, mentre spicca una maggiore attività dei nuclei speciali dell’Arma. Questo in sintesi il bilancio annuale (dal maggio 2018 al maggio 2019) dell’attività operativa del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia.
Attraverso il numero centrale europeo 112, sono state gestite dalla centrale oltre 210mila richieste di aiuto, pari a ben 600 interventi quotidiani. Sul fronte della prevenzione sono stati garantiti 20.625 servizi di pattuglia e perlustrazione, identificate 148.730 persone, controllati 116.477 veicoli.
Tra i delitti, al primo posto compaiono le truffe e frodi informatiche: 1.134 quelle registrate, 294 quelle scoperte.
Al secondo posto – il che non è confortante, ma nella statistica sono compresi i maltrattamenti in famiglia – le violenze di genere: 477 i casi, 342 quelli risolti.
Su 65 rapine, per 39 sono stati individuati gli autori. Seguono le estorsioni (31 casi, di cui 19 risolti), i reati sessuali (33 casi, 24 risolti). Fanalino di coda gli omicidi: uno solo, subito chiarito. I numeri della nostra provincia smentiscono quello che è diventato un luogo comune, complice la strumentalizzazione politica: i furti, tutt’altro che in crescita. Erano 10.459 l’anno precedente (da maggio 2017 a maggio 2018), sono stati 9.145 nell’ultimo periodo, con una flessione del -12.5%.
Tra le prime voci della graduatoria compaiono però tipologie predatorie che suscitano allarme sociale: al primo posto i furti in abitazione (1.809 contro i 2.216 dell’anno prima), i borseggi (1.048 contro 1.107), sulle auto in sosta (1.825 contro 1.964).
Maggiore visibilità per i nuclei speciali: i carabinieri forestali, impegnati nella salvaguardia dell’ambiente (174mila euro di multe in totale); il Nas, nucleo antisofisticazione e sanità, che vigila sull’alimentare e sui farmaci (sequestrati 205 tonnellate di cibo), il Nucleo Ispettorato del Lavoro (237mila euro di sanzioni). —
Am.P.
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