«Lo sfalcio nei campi fa strage di capriolini, attenzione»
L’appello da Ivano Chiapponi del Rifugio Matildico dopo l’ennesimo soccorso vano. I mezzi sono così potenti e veloci che gli animali non riescono a mettersi in salvo
REGGIO EMILIA. Dopo l’ennesimo cucciolo di capriolo travolto da un mezzo agricolo che sfalciava un prato e soppresso perché ha riportato l’amputazione di quattro zampe, da Ivano Chiapponi patron del Rifugio Matildico e incaricato in provincia dei recuperi degli animali selvatici arriva un grido di aiuto per questi poveri animali indifesi: «Cerchiamo di capire come fare a evitare che continui a capitare».. Solo in una settimana sono stati una decina gli interventi tra Roncocesi, Massenzatico, Rubbianino, La Vecchia. A chiamare Chiapponi sono spesso agricoltori o chi trova gli animali feriti dopo il loro passaggio. Le mamme lasciano i piccoli nell’erba per nasconderli dai predatori per poi andarli a recuperare in seguito. Ma in questa stagione sono tante le mamme che trovano i cuccioli morti o feriti gravemente. Tanto gravemente che tutti gli interventi fatti da Chiapponi sono necessariamente finiti con la soppressione per le gravi ferite. «Bisogna trovare un modo perché questi mezzi lascino il tempo agli animali di fuggire. Non si tratta infatti solo di caprioli... Magari delle catene davanti che in qualche modo li spaventino per consentire loro di mettersi in salvo. Chiedo anche agli agricoltori di fare attenzione». Un appello a cui si uniscono tanti amanti degli animali. —
Elisa Pederzoli
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