Coop, soci arrabbiati ma voto bulgaro al bilancio della maxi perdita
Alta partecipazione e critiche dalle assemblee a Reggio. Turrini: «La fiducia resta alta anche per il prestito sociale»
REGGIO EMILIA Tanti, preoccupati e anche arrabbiati. Ma sempre e comunque fedeli. È questo l’esito del voto sullo storico bilancio in perdita per 289 milioni di Coop Alleanza 3.0. Su 1.815 soci partecipanti finora alle assemblee in provincia di Reggio ci sono state 52 astensioni sul bilancio e 39 voti contrari. Un pulviscolo rispetto al resto dei voti favorevoli. Ci sono stati poi 16 astenuti e 7 contrari sul rinnovo del cda. Un consenso bulgaro su conti e governance, che spiana la strada al complesso piano di ristrutturazione del colosso dei supermercati, impegnato a digerire svalutazioni di rami secchi e ulteriori accantonamenti garantendo 3,6 miliardi di prestito sociale affidatogli dai 400.000 soci prestatori. Ma la cooperativa dei supermercati da 4,8 miliardi di ricavi deve prima di tutto rilanciare il suo core business: la vendita allo scaffale, come ricorda il presidente Adriano Turrini.
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Presidente Turrini, dopo l’annuncio della perdita 2018 aveva promesso la ripresa. Come sta andando?
«È presto per cominciare a tirare le somme ma stiamo proseguendo l’aumento dell’offerta dei prodotti a marchio Coop e le iniziative commerciali danno risultati abbastanza interessanti. Nel secondo semestre partiremo con le dismissioni di immobili e a luglio faremo il punto con il preconsuntivo. Stiamo anche ricollocando nei punti vendita il personale delle sedi e già 140 persone hanno aderito all’incentivo all’esodo perché prossime alla pensione».
Alle assemblee non sono mancate le critiche, soprattutto a Reggio Emilia. Cosa risponde? «A Reggio abbiamo terminato il giro con 9 assemblee e 1.815 persone partecipanti. Un incremento delle presenze che ritengo un segnale importante. A Reggio città sono stati 534 i partecipanti e dico, senza reticenze, che qui c’è stato un dibattito più acceso, con più domande e più interventi. Poi il voto in favore di bilancio e cda è stato confortante e non si discosta dal passato. In tutte le assemblee abbiamo avuto 25mila partecipanti, +7% sull’anno scorso. In questi teritori dove è stata fatta la storia del mondo cooperativo c’è anche la critica più accesa. Siamo passati dall’assemblea in cui si chiedeva perché non c’era un prodotto alle richieste di spiegazione su fatti e numeri».
I soci sono preoccupati che Reggio perda peso tra fusioni e ricollocazioni. «I nostri soci restano legati al loro punto vendita e qualche razionalizzazione delle funzioni viene fatta dove c’erano sovrapposizioni. Ma a Reggio le vendite sono cresciute del 3,85% tra il 2016 e il 2019. Nei primi cinque mesi di quest’anno rispetto il budget questo territorio compreso Easycoop ha segnato un +0,6%».
Altri soci hanno detto che siete diventati bravi con la finanza ma meno con la vendita di prodotti. «Ci sono processi di narrazione molto importanti, come quello sui prodotti a marchio, che vanno rafforzati e portano valore. Ci viene poi rimproverato che non si trova il prodotto sullo scaffale e dobbiamo sentire tutte le segnalazioni e farle nostre. Dobbiamo essere ancora più cooperativa».
C’è stata fuga dal prestito sociale? «A Reggio il prestito sociale a inizio anno era di 337 milioni, il 10% del totale della cooperativa. C’è stata un’uscita di prestito che era prevista dopo la notizia della perdita ma minore rispetto al previsto. La mia è una malcelata soddisfazione. Le riscossioni sono state meno della metà dello scorso anno nello stesso periodo. Diversi consiglieri ci hanno detto “non siete stati bravi”o che si aspettavano un bilancio migliore. Hanno criticato anche il sottoscritto. Ma la fiducia c’è e il prestito rimane. È un elemento importante che ci dà conforto rispetto alla strada intrapresa». —
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