Anziano maltrattato, chieste 5 condanne
Richieste dal pm per direttrice della casa protetta e 4 operatrici giudicate con rito abbreviato. Poi parola a parti civili e difese
Sette ore di udienza preliminare davanti al gup Luca Ramponi per far luce sulle pesanti accuse – maltrattamenti a un anziano ospite della casa di riposo di Mandriolo Superiore a Correggio – nei confronti di 11 operatrici di Coopselios.
Un’udienza-fiume che già nella “tappa” precedente aveva preso due strade: rito abbreviato (con sconto di pena di un terzo) e ordinario. Su questo doppio binario si è quindi mossa la requisitoria del pm Maria Rita Pantani che nel solco del rito abbreviato ha chiesto 2 anni e 4 mesi di reclusione per quattro operatrici accusate di violenza privata. Si tratta di Delia Marina Enriquez Apumayta, 61 anni, di Correggio (difesa dall'avvocato Henrich Stove); Elvira Nahradean, 58 anni, di Campagnola (tutelata dall’avvocato Alessandro Tusberti); Samira Bellaaraj, 45 anni, di Correggio (assistita dall’avvocato Marco Valeri) e Concetta Napoli, 53 anni, di Correggio (difesa dall’avvocato Edoardo Salsi). Alla luce del rito abbreviato anche la richiesta di 4 mesi di reclusione per la direttrice della struttura accusata di omissione di denuncia: Serena Guerzoni, 34 anni, nata a Carpi e residente a Reggio Emilia (difesa dagli avvocati Chantal Frigerio e Gianni Zambelli). Infine dal pm la richiesta di rinvio a giudizio per tutte le altre sei imputate. Quattro di Correggio devono rispondere di maltrattamenti: la brasiliana Karina Da Silva, 40 anni; Maria Di Francesco, 53 anni; la 36enne Elena Bassi (difesa dall'avvocato Nicola Tria), accusata anche di violenza privata. Quest'ultima accusa riguarda pure la rumena Angela Cipriana Tehei, 41 anni. Doppia contestazione anche per Antonia Iacovino, 48 anni, di Campagnola (l’assiste l’avvocato Cosimo Zaccaria). Infine Esther Montoya, 50 anni, residente a Migliarina di Carpi (la tutela l’avvocato Antonio Sarzi Amadé). Poi l’entrata in scena delle parti civili. L'avvocato Simone Bonfante per l'anziano di 82 anni: «Chiesta una provvisionale immediatamente esecutiva di 6mila euro per ognuna delle 5 imputate del rito abbreviato». Per conto della Coopselios parla l'avvocato Claudio Coratella: «Chiediamo i danni perché si tratta di un tradimento degli ideali della cooperativa». Per la Regione, l'Unione dei Comuni Pianura reggiana e il Comune di Correggio c'è l'avvocato Luca Camaggi: «Per la Regione ravvisiamo un danno d'immagine e patrimoniale perché finanziava la casa di riposo ed erogava fondi per sollevare l'anziano dal pagamento della retta: chiederemo 18mila euro. Per l'Unione e il Comune chiediamo 100mila euro a testa, per danno d'immagine». L’Ausl ha chiesto un risarcimento tramite l’avvocato Alessandra Saccani. L'avvocato Giulio Garuti assiste invece Coopselios come responsabile civile: ha discusso solo per i riti ordinari perché in abbreviato la responsabilità civile viene esclusa d'ufficio. Infine le difese: chiesta l’assoluzione (per le 5 imputate al rito abbreviato) e il non luogo a procedere (per le 6 imputate al rito ordinario). Visionato un filmato per dimostrare che il letto dell’anziano veniva scostato non per impedirgli di suonare il campanello, ma per tutelarlo in quanto paziente violento. Repliche e sentenza il 21 giugno. —
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