Gazzetta di Reggio

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«Iotti tenta di coinvolgermi, inaccettabile»

Replica del sindaco Malavasi alle affermazioni dell’ex primo cittadino, che contesta il contenuto degli esposti contro di lui

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CORREGGIO. «Leggo che l’ex sindaco di Correggio, Marzio Iotti, si dichiara “sbigottito e ferito” dall’apprendere di essere sottoposto a procedimento giudiziario, davanti alla Corte dei Conti, a seguito delle denunce che ho personalmente presentato in conseguenza delle sentenze del Tribunale di Reggio Emilia che, negli anni 2016 e 2017, hanno condannato il Comune di Correggio a risarcire le banche creditrici di En.Cor oltre 30 milioni di euro. In realtà, ad essere sbigottiti da tale reazione sono la sottoscritta, l’amministrazione comunale che rappresento e, credo, l’intera cittadinanza correggese».

la replica

Così il sindaco di Correggio Ilenia Malavisi interviene con una lunga nota all’intervista che l’ex primo cittadino Marzio Iotti ha rilasciato alla Gazzetta dopo che la procura della Corte dei conti ha citato lui, la giunta del suo secondo mandato e due ex dirigenti del Comune per oltre 21 milioni ipotizzando un danno erariale.

Un’intervista in cui l’ex primo cittadino, oltre a dirsi «pronto a rispondere delle mie azioni di fronte alla Corte dei Conti», diceva di sentirsi «sbigottito e ferito nel vedermi accusato di cose palesemente non vere dal Comune che ho servito per tanti anni».

Iotti punta il dito sul contenuto degli esposti del Comune di Reggio alla magistratura, relativamente a chi autorizzò il sindaco a rilasciare le lettere di patronage in favore di En.Cor. Quelle che poi hanno esposto il Comune stesso per 30 milioni di euro, stando alle sentenze perse dal Comune.

«doveroso»

«Sono sempre più convinta che sia stato doveroso, da parte mia, presentare tali denunce alla magistratura contabile, nonché alla Procura della Repubblica, affinché, a seguito di tali sentenze venissero indagate eventuali responsabilità di ex amministratori e dirigenti dell’ente, sia sotto il profilo del danno erariale, sia sotto quello di possibili illeciti penali – spiega ancora la Malavasi –. Le denunce presentate non hanno fatto altro che ricostruire gli avvenimenti che hanno condotto, dopo la costituzione di En.Cor srl, al rilascio da parte del Comune delle lettere di patronage a favore delle banche, sino al fallimento dell’ex partecipata. Confondere i fatti e coinvolgere soggetti estranei a tale vicenda, per quanto possa essere comprensibile nel tentativo di costruirsi una difesa in giudizio, è però assolutamente inaccettabile ed irrispettoso nei confronti della cittadinanza che, da anni, pretende legittimamente di conoscere se vi siano state responsabilità in questa sciagurata vicenda. Va chiarito subito che, a differenza di quanto intende far trasparire Iotti con le sue dichiarazioni, io non facevo parte della giunta che ha deliberato le patronage di cui si parla».

«NON ERO PIU’ iN GIUNTA»

«Tengo a precisarlo innanzitutto per amore di verità e per rispetto della cittadinanza: all’epoca ricoprivo il ruolo di assessore della Provincia di Reggio e non ho avuto alcun coinvolgimento con le decisioni che hanno impegnato il Comune, di fatto, a garantire le banche creditrici di En.cor. Credo che il tentativo di coinvolgere la mia persona, come altre estranee ai fatti, sia censurabile e mi riservo di presentare le necessarie denunce nei confronti di chi prosegue a rilasciare dichiarazioni calunniose. Marzio Iotti, inoltre, cita delibere del consiglio comunale che sono ben note a tutti, in quanto atti pubblici, ma che non hanno rilievo in relazione a quanto accaduto».

«HA Poco SENSO»

«Il punto principale, al di là del contenuto delle delibere del consiglio comunale e che saranno eventualmente oggetto di valutazione da parte della magistratura, è, per quanto rilevante ai fini di determinati impegni assunti dal Comune, il concreto ed effettivo contenuto delle patronage rilasciate prima dal solo sindaco (2007) e poi dalla ciunta comunale (2009 e 2010). Affermare di aver rilasciato patronage “deboli”, come autorizzato dal consiglio comunale, non significa nulla se poi, alla prova dei fatti, il contenuto di quelle lettere, predisposte dall’ex sindaco e dalla sua Giunta, ha vincolato finanziariamente il Comune – evidenzia il primo cittadino –. Analogamente, disquisire di patronage “forti” o “deboli” a questo punto ha poco senso, a fronte di sentenze con le quali il Tribunale di Reggio Emilia ha ritenuto, evidentemente e a prescindere dagli inquadramenti giuridici, che vi fosse una responsabilità del Comune per i debiti contratti da En.Cor ed alla luce del contenuto delle patronage emesse. Così come ha poco senso dichiarare che il nostro ordinamento giudiziario prevede tre gradi di giudizio, ignorando il fatto che ogni sentenza è, per legge, esecutiva: ciò significa che i 30 milioni di euro oggetto di condanna, derivanti dalle sentenze di primo grado, andavano immediatamente pagati alle banche. Proprio per tale ragione, ribadisco con decisione che la scelta di trovare accordi transattivi con le banche, che consentissero la riduzione di oltre il 30% dell’intero debito (da 30 milioni a 21.450.000), la rateizzazione del pagamento in un triennio (massimo consentito per legge), nonché la cessione di tutti i crediti delle banche insinuate nel fallimento En.Cor ha consentito non solo di scongiurare il fallimento del Comune, ma anche allo stesso Iotti e alle altre persone oggi sottoposte al giudizio della Corte dei Conti di veder conseguentemente ridotto l’ammontare delle somme oggetto delle loro citazioni, che solo in caso di condanna, a titolo di danno erariale, potrebbero dover versare».

E conclude: « Le sentenze e le citazioni in giudizio testimoniano, dunque, una realtà ben precisa, di cui sono le persone chiamate in causa a dover rispondere, nei tempi, nei modi e con le garanzie previste dalla Legge, e non certo chi, invece, ha operato unicamente per salvaguardare l’ente e facendo di tutto per recuperare, quanto più possibile, credito e patrimonio del fallimento En.Cor». —

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