Prostituzione in via Paradisi Sigilli a un altro appartamento
È il secondo alloggio sequestrato dagli agenti in pochi mesi nello stesso edificio Sorpresa a esercitare una 50enne cinese, già indagata per favoreggiamento
Un appartamento al terzo piano dello stesso civico era stato posto sotto sequestro a inizio marzo, quando l’esercizio dell’attività di meretricio era stata accertata in almeno tre episodi all’interno di un’abitazione affittata a una donna di origine cinese. Ora il nuovo blitz degli agenti, che hanno portato al sequestro preventivo di un altro appartamento nella stessa palazzina, il secondo al quale sono stati messi i sigilli in pochi mesi. A far parte del presunto giro di prostituzione una 50enne di origine cinese, insieme a una connazionale 59enne. Secondo le indagini, la 50enne – trovata in casa con un connazionale e già sottoposta a indagine per favoreggiamento in relazione a un precedente blitz, ma al pari della 59enne non indagata in questo nuovo sequestro – avrebbe spostato la sua attività in un appartamento posto al piano inferiore rispetto a quello sequestrato qualche mese fa. È l’esito di un’operazione congiunta degli uomini della Mobile e delle Volanti – con il fondamentale contributo del posto di polizia di via Turri – condotta mercoledì al civico 8 di via Paradisi.
L’ABITAZIONE
L’appartamento, posto ora sotto sequestro, al secondo piano della palazzina, è di proprietà di un reggiano. Ma il contratto di affitto è intestato a una terza persona di origine cinese: nel momento in cui sarà identificato sarà lui questa volta a rispondere di favoreggiamento. Il sequestro è stato operato in via d’urgenza, dopo verifiche, servizi di perlustrazione e appostamenti iniziati lo scorso 27 maggio, a seguito di numerose e ulteriori segnalazioni partite dai residenti attraverso l’amministratore condominiale.
IL CONDOMINIO
L’accesso all’immobile si trova in un passaggio pedonale che mette in comunicazione via Paradisi e via Turri. E già nel corso delle indagini scattate a febbraio gli operatori avevano notato la presenza, ai piedi di una scalinata di accesso a un tunnel, di tre donne di origini cinesi che stazionavano in quella che è parsa subito una evidente attesa di potenziali clienti da avvicinare. I successivi accertamenti hanno permesso di stabilire con certezza che all’interno dell’appartamento si svolgesse attività di meretricio. E, sussistendo il pericolo che la libera disponibilità dell’appartamento potesse agevolarne ulteriormente il reato di favoreggiamento, dalla Questura hanno deciso di provvedere in via d’urgenza al sequestro dell’abitazione, il primo marzo scorso. Uno scenario in parte ripetuto anche nei giorni scorsi, quando gli agenti hanno notato un italiano e una cinese entrare ed uscire dal condominio, dopo aver pattuito in strada il prezzo della prestazione appena consumata. Di qui il nuovo blitz con il nuovo sequestro.
IL COMMENTO
«Speriamo che l’attività sia stata incisiva per migliorare la qualità vita dei residenti – afferma il dirigente della Squadra Mobile, Guglielmo Battisti, che riconosce l’impegno speso dall’amministratore condominiale nel risolvere il degrado che attanaglia la palazzina – Quando un amministratore mette a fattore comune le segnalazioni e si fa collettore, si agevola il lavoro perché fa lui stesso da filtro rispetto alle segnalazioni dei residenti consentendoci di avere un unico interlocutore. La funzione degli amministratore in questi casi è indispensabile per restituire sicurezza ai quartieri, veicolandoci le segnalazioni e consentendoci di risolvere i problemi. Ci siamo spesi per fare assemblee e mettere a punto un gioco di squadra». —
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