Ballottaggio, a Casalgrande sprint finale tra Vaccari e Daviddi
La sfida decisiva in casa centrosinistra dopo mesi di tensioni. In totale sono 14.571 i cittadini che hanno diritto di votare
CASALGRANDE Il giorno decisivo dopo lunghissimi mesi di conflitti e discussioni. Anche Casalgrande, unico Comune al ballottaggio oltre a Reggio, si prepara al momento campale, quello che deciderà il nuovo sindaco. A questa domenica si arriva dopo una campagna elettorale infinita e piena di frammentazioni, iniziata per molti versi già alla fine del 2018, che ha visto concorrere ben sei candidati e otto liste. Un segnale di divisione forte in un Comune da sempre solidamente governato dal centrosinistra. E non a caso, di fronte in questo ballottaggio si troveranno due persone che nella scorsa legislatura erano insieme in maggioranza, proprio nell’alveo del centrosinistra.
LA SFIDA In lizza ci sono il sindaco uscente Alberto Vaccari, appoggiato dal Pd e dalle formazioni civiche Avanti Insieme e Chiama Casalgrande, e Giuseppe Daviddi della civica Noi per Casalgrande. Il 26 maggio Vaccari ha ottenuto il 38,6% delle preferenze, Daviddi il 23,1%. I seggi con le urne saranno aperti dalle 7 alle 23 alle scuole medie di Casalgrande e alle scuole elementari di Salvaterra e Villalunga. È necessario portare la tessera elettorale valida e con uno spazio ancora da timbrare: per chi deve rinnovarla, oggi l’ufficio Anagrafe nel municipio di piazza Martiri della Libertà sarà aperto con gli stessi orari dei seggi, dalle 7 alle 23. Per votare, è necessario fare una croce o un segno nel rettangolo in cui è indicato il candidato sindaco prescelto. È possibile anche disegnare la croce sul simbolo di una delle liste di sostegno o su entrambi, nome e simbolo lista. Non si può segnare il simbolo di un candidato e in contemporanea lista che appoggia l’altro candidato.
PRIMO TURNO Al primo turno hanno votato 9.911 cittadini, il 67,19% rispetto ai 14.571 aventi diritto. L’affluenza sarà senza dubbio uno degli elementi chiave. Vaccari, partendo da una percentuale molto più alta, deve puntare prima di tutto a riconfermare il proprio pacchetto voti. Daviddi arriva di rincorsa e può sfruttare probabilmente la voglia di cambiare rispetto al centrosinistra dei sostenitori delle quattro liste escluse dal secondo turno. Il gruppo di Daviddi ha pubblicamente rifiutato ogni alleanza formale, resta da capire – ed è il secondo aspetto cruciale – cosa faranno gli elettori di 5 Stelle, centro-destra, sinistra e della civica Cambia Casalgrande. Nessuna di queste formazioni ha dato indicazioni di voto precise, lasciando libertà di scelta ai singoli, dopo aver ottenuto un numero di preferenze insufficiente per raggiungere il ballottaggio. Oggi si concluderà un periodo davvero intenso e teso per il casalgrandese e per le parti ancora in gioco. Il Pd si è ricompattato attorno al sindaco uscente Vaccari dopo aver valutato a lungo se fosse possibile percorrere altre strade ed altri candidati. Noi per Casalgrande è nata per tanti versi proprio come risposta al percorso 2014-2019 dell’amministrazione Vaccari. Daviddi era in maggioranza, eletto in una civica, sino al gennaio 2019, quando è uscito proprio in disaccordo con la ricandidatura di Vaccari. E nel suo gruppo vi sono diversi transfughi dal centro-sinistra, in primis Marco Cassinadri. Assessore dal 2009 al 2014 e vicesindaco negli ultimi cinque anni, ha lasciato il ruolo a marzo, sempre per contrasti esterni. Ora, ripresentatosi con Vaccari, è stato il candidato consigliere più votato. Le storie e gli incroci non mancano. —
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