Esplosione della casa si indaga per il crollo
Il pm Salvi sequestra due bombole del gas e 7mila euro Nulla osta per i funerali del 47enne morto per le ustioni
SCANDIANO. Pende un’inchiesta sull’esplosione della casa di Mazzalasino, costata la vita al marocchino 47enne Abderrahim Addala, morto sei giorni dopo per le ustioni riportate sul corpo in quella tragica tarda serata del 28 maggio scorso.
Il pm Valentina Salvi – che coordina le indagini dei vigili del fuoco e dei carabinieri – ha aperto un fascicolo con una precisa ipotesi di reato (crollo di costruzioni) che prevede una pena severa (sino a 12 anni di carcere). Al momento non vi sono iscritti nel registro degli indagati.
Sono finite sotto sequestro due bombole del gas (di 5 e 10 chili di capienza) ed un fornello da campo, ma anche una bella somma in contanti (sui 7mila euro) trovata tra le macerie. Ora gli accertamenti investigativi dovranno chiarire come sia maturata un’esplosione così devastante e se vi siano delle responsabilità. Nessuna incertezza, invece, sulle cause di morte del nordafricano (aveva ustioni sul 50% del corpo) e ieri ai familiari è stato rilasciato dalla Procura il nulla osta per i funerali.
Ìl 28 maggio, erano circa le 19.30, in via Mazzalasino al civico 111. Secondo quella che è stata una prima ricostruzione da parte dei carabinieri della tenenza di Scandiano, intervenuti sul posto, il 47enne era fuori dall’abitazione: si presume che stesse rientrando a casa. All’improvviso, l’esplosione.
Un boato fortissimo che si è sentito a molta distanza e che ha fatto collassare l’abitazione su se stessa.
Secondo quelle che erano state le testimonianze dei primi soccorritori, l’uomo è stato spinto a diversi metri di distanza. Qui lo hanno trovato i vicini di casa, i primi ad accorrere.
Immediatamente era partita la richiesta di aiuto alla centrale operativa del 118. L’intervento dei personale sanitario aveva permesso di stabilire che le condizioni del 47enne erano molto gravi. L’uomo, però, era cosciente: è riuscito a dire che in casa non c’erano altre persone oltre a lui. Dopo le prime cure sul posto, era stata trasferito all’ospedale Maggiore di Parma, a bordo dell’elisoccorso. Ma il lavoro dei soccorritori non si era potuto fermare. Dai dati anagrafici, infatti, risultava un’altra persona residente in quella casa: la compagna di Abderrahim Addala. Anche per questa ragione i vigili del fuoco hanno continuato a cercare sotto le macerie con l’aiuto dell’unità cinofila per verificare che non ci fossero altre persone coinvolte nel crollo. —
T.S.
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