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Mercatone Uno, dal tribunale ok alla gestione straordinaria

Adriano Arati

È l’effetto dei vincoli di garanzia ministeriali che dopo la cessione a Shernon prevedevano il rientro sotto lo Stato se i privati non avessero rispettato il piano

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RUBIERA. Si apre la strada per gli ammortizzatori sociali per i lavoratori del Mercatone Uno. Pochi giorni fa il tribunale di Bologna ha accolto l’istanza dei tre commissari del gruppo Mercatone Uno, che chiedono il ritorno dell’azienda all’amministrazione straordinaria. Il tribunale ha quindi disposto «la revoca dei provvedimenti di cessazione dell’esercizio dell’impresa, subordinandone l’efficacia al rilascio da parte del Ministero dello Sviluppo Economico della proroga del programma di liquidazione dell’azienda».

Cosa significa? Il gruppo, nuovamente fallito a maggio senza avvisare nemmeno i dipendenti, era stato ceduto nell’estate 2018 alla società Shernon Holding. Nel passaggio, vi erano dei vincoli di garanzia ministeriali che prevedevano la possibilità di far rientrare il Mercatone Uno nell’amministrazione straordinaria in caso gli acquirenti non avessero rispettato il programma promesso. Così non è stato, il fallimento davanti al tribunale di Milano del 23 maggio e le altre decine di milioni di debiti accumulate ne sono prova concreta. Ora si torna nell’orbita statale. Se concretizzata, la manovra permetterà di mantenere l’azienda in uno status diverso dal fallimento e quindi il ministero per lo Sviluppo economico e quello del Lavoro potranno attivare le procedure per concedere alle maestranze degli ammortizzatori sociali in grado di garantir loro un minimo di copertura economica. A fine maggio il ministro Di Maio aveva parlato di cassa integrazione straordinaria, i dettagli potrebbero essere rivisti senza intaccare però la garanzia di un parziale sostegno. Uno dei temi sarà poi la base per calcolare la cassa integrazione o uno strumento similare. Dopo l’acquisizione da parte da Shernon Holdings, molti dipendenti avevano accettato modifiche del contratto, in particolare tagli di orario. Lo stipendio base, da cui viene calcolato percentualmente l’ammortizzatore sociale, sarebbe quindi più basso rispetto a quello dell’ultimo periodo di amministrazione straordinaria. Cosa manca adesso? I tre commissari ministeriali Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, che hanno gestito l’azienda in amministrazione straordinaria dal 2015 al 2018, hanno preso atto del provvedimento e a breve presenteranno l’istanza al Ministero «per concludere l’iter delineato dal Tribunale di Bologna per la retrocessione all'amministrazione straordinaria dei compendi aziendali e rendere così possibile l’accesso dei dipendenti agli ammortizzatori sociali previsti dalla legge», è l’annuncio. «I commissari, inoltre, si riservano di illustrare nei tempi più rapidi le prossime attività previste dal programma». La competenza in questo caso è del tribunale di Bologna, titolare della gestione del fallimento del 2014, quello da cui è partito il commissariamento.

Il secondo fallimento, concesso su richiesta della procura e dei creditori, riguarda invece la Shernon Holdings, la società creata ad hoc per l’operazione Mercatone Uno. Dopo i primi mesi di ottimismo, da gennaio i problemi legati alla nuova gestione sono emersi con forza, è arrivata una richiesta di concordato preventivo e poi, a bruciapelo, il fallimento. Le maestranze, e si parla di 1.800 persone fra cui le quaranta del punto vendita di Rubiera, non sono state avvisate ma hanno scoperto l’accaduto tramite qualche messaggio via cellulare e qualche post su Facebook. Da allora, non hanno notizie certe sul loro futuro.

Ora qualcosa si muove, con la probabile attivazione degli ammortizzatori e la richiesta avanzata alle banche di sospendere momentaneamente i mutui accesi dai dipendenti coinvolti. Un altro tema pesante è quello dei clienti. Vi sono ordini per circa 3.8 milioni di euro raccolti in questi mesi e mai completati. Per tutelare i consumatori, le associazioni di categoria hanno avviato sportelli dedicati. —

Adriano Arati

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