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Un memorial di calcio per ricordare Francesco e forse l’addio sul campo

Ambra Prati
Un memorial di calcio per ricordare Francesco e forse l’addio sul campo

I familiari hanno avviato una raccolta fondi. Il papà Andrea: «Grazie per l’affetto» Ieri la camera ardente del Magati presa d’assalto: palloni, maglie e foto sulla bara

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Un memorial in ricordo di Francesco Rossi, 26 anni, il giocatore e allenatore vittima dell’incidente frontale avvenuto giovedì scorso a mezzanotte sulla Statale Adriatica. Anziché fiori, la famiglia ha indetto una raccolta fondi proprio in vista di un futuro torneo, iniziata già ieri alla camera ardente dell’ospedale Magati di Scandiano, dove sono state posizionate delle cassettine. La raccolta continuerà in chiesa il giorno delle esequie, fissate per domani. Esequie che potrebbero svolgersi all’aperto, nel campo da calcio di Chiozza. «Abbiamo chiesto la disponibilità del campo, attendiamo l’autorizzazione ma questa è la nostra volontà – ha detto il padre Andrea – Siamo molto provati. Aggiungo solo un grazie per le tante manifestazioni d’affetto ricevute».

Una marea di affetto, un fiume di gente. La processione di giovani si è registrata già venerdì, quando il via vai di coetanei ha affollato l’abitazione di via De Gasperi, vicino alla Coop, dove il primogenito viveva con la madre Piera e le sorelle Laura ed Emma.

Ancor più impressionante il cordoglio ieri alla camera ardente, dove mezza Scandiano ha voluto porgere un doloroso saluto al 26enne. Non solo si è registrata un’affluenza incredibile (almeno duemila persone), ma la bara chiusa è stata “decorata” con magliette da calcio, palloni, foto. Perfino i muri della stanza sono stati tappezzati da foto, appese dagli amici, che ritraggono Francesco in tanti momenti felici.

Del resto Francesco, detto “Fre”, era conosciutissimo da persone di tutte le età per la sua vocazione nell’avviamento allo sport, che aveva sviluppato dedicandosi a Scienze Motorie: sia per il tennis, che il maestro continuava a praticare, sia per il calcio. Come giocatore aveva militato nello Sporting Chiozza, frazione dov’era nato, nella Scandianese e ora alla Vianese (dove si era distinto tra i migliori) insieme all’amico Daniele Tagliani.

Il suo sogno era fare l’allenatore di professione, attività che già svolgeva sia seguendo i bambini sia come vice allenatore dei più grandi. Il funerale domani, con partenza alle 14.30 dall’ospedale per la chiesa di Chiozza, dove alle 14.45 si terrà il rito religioso, infine si proseguirà per il cimitero di Scandiano. —



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