Gazzetta di Reggio

Reggio

«Francesco è stato una luce anche i bimbi lo sentivano»

Elisa Pederzoli

Folla al funerale del 26enne. Chiamata in vivavoce del ferito Daniele Tagliani I compagni della Vianese accanto alla bara, i piccoli dello Sporting in divisa

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I compagni di squadra in divisa e i bambini della scuola calcio con un messaggio scritto sulla maglietta blu: «Ciao Mister». La piccola chiesa di Chiozza gremita, e così tutto il piazzale fuori. Le parole d’amore della fidanzata Camilla, le preghiere, i messaggi degli amici. Gli abbracci ai genitori e alle sorelle, le lacrime incessanti. Qualche sorriso, perché ricordare Francy non può che far strappare qualche risata ricordando la sua allegria. E poi quelle parole rotte dal pianto di DanieleTagliani che, dal letto dell’ospedale, dove resta ricoverato, ha voluto salutare l’amico con una telefonata in vivavoce, trasmessa a tutti al microfono.

Il funerale di Francesco Rossi, ieri a Chiozza, è stato un concentrato di emozioni, di quelle che restano come un groppo alla gola che si fa fatica a mandare giù.

I RICORDI

«C’è chi dice che i ragazzi oggi siano individualisti, che sono capaci solo di relazioni virtuali: credo che oggi sia una grande smentita – ha detto don Paolo Crotti durante l’omelia di fronte alla chiesa gremita –. Francesco ha vissuto la sua unicità, è stato capace di essere se stesso, una persona diretta, aperta. È stato un ragazzo pieno di relazioni e amicizie. Francesco è stato una luce. E i bambini, che hanno un sesto senso per questo cose, lo hanno riconosciuto. Lui era un testimone di luce». La luce di Francesco l’hanno raccontata in tanti, ieri in chiesa. Sfidando la commozione che toglie fiato e voce, in tanti hanno voluto salutare a modo loro il 26enne. A partire dalla fidanzata Camilla, il cui messaggio è arrivato dritto al cuore dei presenti: «Ciao amore mio, sei il regalo più grande che la vita mi potesse fare. Oggi voglio dirti grazie per avermi insegnato che cos’è l’amicizia vera, l’altruismo, la lealtà, il rispetto. Stai tranquillo amore mio che qui ci penso io, ti amo».

Ma anche Mauro Bottazzi, presidente dello Sporting Chiozza, ha voluto salutare quel ragazzo che proprio sul campo della frazione ha imparato a tirare i calci al pallone per diventare, 20 anni dopo, un punto di riferimento della scuola calcio, che ora la società gli vorrebbe dedicare. Così come un’insegnante delle scuole in cui Francesco andava per promuovere la scuola di calcio, a nome delle insegnati che hanno incontrato in questi anni il giovane: «La luce della quale parlava il don è arrivata anche a chi Francesco lo ha conosciuto poco. Perché la sua luce era immediata, come il suo talento, il suo rispetto, il suo entrare in punta di piedi».

Lo hanno salutato con messaggi toccanti i compagni di squadra. E anche Daniele Tagliani, l’amico 27enne che era con Francesco e Matteo Paolini sull’auto che si è schiantata a Cervia e che ancora è ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena, ha voluto mandare il suo messaggio, pur non potendo essere presente. Prima è stato il fratello Lorenzo – che ha anche cantato una canzone – a leggere le sue parole; poi però l’urgenza di esserci in qualche modo era tale che ha parlato lui, da una chiamata in vivavoce trasmessa al microfono: «Ciao Francesco, mi manchi tanto. Mi dispiace per tutto. Ti ringrazio per questi anni. Per gli attimi in cui ci sei stato sempre, per gli attimi in cui la tua famiglia c’è stata sempre. Mi avete accolto come un figlio a casa vostra».

Sono stati gli applausi scroscianti e ancora gli abbracci a mamma Piera, papà Andrea, alle sorella Laura ed Emma a concludere, dopo la benedizioni, la cerimonia. Il feretro è stato riportato fuori a spalla dai compagni di squadra della Vianese. I quali si sono riuniti attorno alla bara e hanno cantato l’inno della squadra. Come se d’improvviso si trovassero, come accadeva a ogni partita, allo stadio e il pubblico incitasse Francesco Rossi. Che in campo, come nella vita, era uno che sapeva sempre distinguersi. —



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