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Galleria del Seminario chiusa per pioggia

Adr.Ar.

Intervento contro le infiltrazioni di acqua e detriti dovute al maltempo. Sorpresa per i pendolari. Nel pomeriggio la riapertura

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CARPINETI. Una giornata di chiusura per eliminare il flusso di acqua e detriti che da una settimana invadevano la carreggiata. Ieri la galleria del Seminario a Marola di Carpineti, il più lungo tunnel di tutto il tratto reggiano della statale 63 che collega la montagna a Reggio Emilia, è rimasta inaccessibile dal mattino sino a metà pomeriggio.

Il motivo? Un intervento urgente di Anas, ente che ha la competenza per la statale, per risolvere un problema presente ormai da diversi giorni. Da inizio giugno, vi erano forti perdite di acqua e fanghiglia all’interno della galleria e il lato di monte della carreggiata (il lato sinistro per chi viaggia verso Casina e Reggio) era invaso da un rigagnolo liquido, in cui spesso si trovavano anche detriti terrosi potenzialmente pericolosi per la stabilità degli pneumatici. Un fenomeno notato da tanti fra le migliaia di automobilisti che passano quotidianamente per la statale, principale direttrice fra l’Appennino e la città di Reggio.

Le infiltrazioni sono dovute al maltempo delle scorse settimane, che hanno riempito le cunette e le vie di sfogo superficiali e “intasato” il terreno sopra al tunnel. Progressivamente, una parte di liquido ed acqua ha passato la copertura in cemento ed ha trovato sfogo lungo l’asfalto.

Ieri mattina, la sistemazione, che ha ovviamente comportato la chiusura dell’intero tratto sotterraneo, con deviazione del traffico lungo il vecchio e tortuoso tracciato della statale 63, quello che da Marola passa per Pantano per poi arrivare a Casina, dove era possibile rientrare sul percorso più rapido. Specialmente al mattino non sono mancati i disagi e le sorprese, perché l’operazione non era stata comunicata in precedenza. I pendolari si sono trovati di fronte alla segnalazione della chiusura all’accesso dei due imbocchi, a Ca’ del Merlo di Marola e sopra a Migliara.

A quel punto l’unica soluzione era usare le deviazioni indicate, con le conseguenze del caso. Vista la chiusura della galleria, alcuni avrebbero potuto usare strade alternative, ad esempio la fondovalle Tresinaro, e il discorso è valido soprattutto per i mezzi pesanti, costretti a incanalarsi nella serie di curve del vecchio tragitto. Il problema è stato risolto per metà del pomeriggio, verso le 16.30 il traforo è stato riaperto dopo la pulizia delle zone di intaso e la rimozione dei detriti più invasivi.

I rientro a casa dei pendolari è quindi scorso via senza altri intoppi e, soprattutto, il rischio di slittamenti e fastidi generati dalla perdita dovrebbe essere stato eliminato definitivamente. —

Adr.Ar.

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