«Pagheremo quei 90 minuti Mai detto il contrario»
Alubel sul caso sollevato dalla Fiom, che ha un’altra versione dei fatti «L’operazione di scarico avvenuta senza alcuna irregolarità sulla sicurezza»
BAGNOLO. «Essendo i lavoratori in quel lasso di tempo in orario lavorativo, agli stessi non è mai stato palesato il fatto di non essere retribuiti, né alcuna comunicazione scritta da parte della direzione lo attesta».
Così la Alubel, che ha sede in via Torricelli a Bagnolo, con una nota inviata dall’amministratore delegato Ferrante Belatrami, replica ai sindacato Fiom che denunciava, con tanto di 10 ore di sciopero dei lavoratori, che l’azienda non intendesse pagare 90 minuti di lavoro: quelli che i lavoratori hanno atteso fuori quando un automezzo è entrato nel capannone per dei lavori di scarico rimanendo acceso e un rappresentante dei lavoratori ha chiesto conto all’azienda che per tutta risposta li avrebbe fatti uscire tutti sino a conclusione delle operazioni. Chiarendo poi – sostiene la Fiom – che quel tempo non sarebbe stato retribuito. Ma l’azienda ha un’altra versione dei fatti.
«Al fine di entrare maggiormente nel merito, i fatti sono avvenuti in una normale operazione di carico merci all’interno dello stabilimento, in una sequenza così fatta – chiarisce Alubel – un automezzo è entrato in stabilimento per poter accedere all’utilizzo del carroponte, necessario per le operazioni di carico data la dimensione e le caratteristiche dei materiali da caricare; il motore dello stesso ovviamente è rimasto acceso esclusivamente il tempo delle manovre necessarie per entrare all’interno dello stabilimento; tutte le operazioni di carico sono avvenute a motore dell’automezzo spento, mediante l’utilizzo di carroponte dotato di apposite funi. Questa normale operazione, che rientra all’interno del protocollo aziendale, ha dato comunque motivo al delegato Rsu di chiedere un immediato intervento del nostro Responsabile Sicurezza».
«È intervenuto anche l’amministratore delegato che a fronte di questi presunti rischi di sicurezza, nonché a titolo cautelativo, non poteva far altro che invitare alcuni reparti di lavorazione ad uscire dallo stabilimento – va avanti – Da una successiva e attenta verifica da parte del Responsabile Sicurezza, si è constatato che il tutto è avvenuto senza alcuna irregolarità in termini di sicurezza». —
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